L’evoluzione della sedia moderna, da status symbol a icona

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Concludiamo l’epopea della sedia: dal trono antico a status symbol aristocratico, nell’era moderna la sedia diventa un’icona del design.

sedia moderna

Non c’è designer che non si sia cimentato nella progettazione di una sedia. Il motivo? Forse sta nel fatto che si tratta di un arredo non troppo impegnativo. Ma attenzione, sto parlando del fattore dimensionale: la sedia è un oggetto relativamente poco ingombrante. Ma rappresenta una fida stimolante per il progettista. Oltre a essere esteticamente gradevole, deve soddisfare determinati criteri. Deve essere comoda e funzionale allo stesso tempo, e soddisfare requisiti statici.

La sedia moderna

Il Movimento Moderno

Come dicevo nelle scorse puntate (link in fondo all’articolo), i semi erano stati piantati in un terreno fertile, e la forza generatrice delle idee si concretizza nel Movimento Moderno. Dal 1925 al 1950 l’estetica razionalista dominerà il mondo, e la sedia si aggiudicherà un ruolo di primo piano. 

Il diffuso benessere porta le sedie in tutte le case del mondo, non solo per arredare le sale da pranzo, ma anche le cucine. Questo ambiente infatti, riservato alla servitù nelle case borghesi, diventa uno degli ambienti focali nel secondo dopoguerra.

Il ruolo del designer è essenziale, collocandosi a metà strada tra l’artista e il produttore. Egli collabora a stretto giro con l’industriale che andrà a produrre i suoi pezzi in serie, assicurandosi che l’esecuzione e i materiali rispettino determinati criteri. Il Movimento Moderno non rigetta le macchine, ma le usa a suo vantaggio, nell’intento di ridurre i costi. Ma non a discapito della qualità, garantita dalle scelte del designer. 

Leggi:
Le icone del Bauhaus e i maestri del design

I materiali

Acciaio

Materiale di elezione è l’acciaio tubolare, che sostituisce il legno. La prima sedia in acciaio tubolare è la Model B3, o Wassily, disegnata nel 1925 da Marcel Breuer. Compare la prima sedia a sbalzo, attribuita, dopo un contenzioso, all’architetto olandese e docente del Bauhaus Mart Stam. Si tratta della sedia S 43, oggi prodotta da Thonet.

Compensato

Segue il compensato, con gli esperimenti dei coniugi statunitensi Charles e Ray Eames, che nel 1946 lanciano la LCW, seguiti qualche anno più tardi da Arne Jacobsen. Il designer danese realizza la prima sedia in compensato in scocca unica. Si tratta della sedia impilabile 3100, meglio conosciuta come AntTM Chair. 

Plastica

Nel 1948 i coniugi Eames realizzano la serie Eames Plastic Chair, composte da una scocca in resina poliestere rinforzata con fibra di vetro che unisce seduta e schienale.

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Eames Plastic Chair, Charles e Ray Eames, 1948, by Vitra

La possibilità di realizzare oggetti in un unico pezzo a partire da uno stampo apre a forme inedite. Fa da battistrada la sedia Panton, disegnata da Verner Panton nel 1960.

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Verner Panton, Panton Chair, 1960, by Vitra

Una vera prodezza, all’epoca, nella tecnica di iniezione di policarbonato in un unico stampo, è la sedia Ghost. Il designer è Philippe Stark, l’anno è il 2002 e il produttore è l’azienda italiana Kartell. Forse non sapevano che stavano per creare la sedia più venduta al mondo, almeno fino ad ora.

Philippe Stark, sedia Ghost, 2002, by Kartell

Alluminio

Anche l’alluminio entra nell’Olimpo dei materiali nobilitati dal design e conquista la sedia moderna. Eero Saarinen disegna la sedia Tulip nel 1953, realizzata con una base in alluminio verniciato e seduta in vetroresina. Un’altra forma inedita, un’altra sedia iconica.

Eero Saarinen, sedia Tulip, 1953, by Knoll

Legno

Accanto ai pionieri del design impegnati a rovesciare il paradigma che vedeva da secoli il mobile prodotto in legno, c’è chi non rinuncia a questo materiale. Non va dimenticato l’esperimento audace dell’artista olandese Gerrit T. Rietveld, esponente del movimento De Stijl. Decisamente all’avanguardia la sua sedia numero 280, anno 1934, realizzata interamente in legno massello. La forma a Z introduce un elemento obliquo, fino ad allora inedito. A dispetto del profilo sottile è molto solida e stabile, ed è composta da 4 pezzi di legno massello uniti da incastri a coda di rondine.

Gerrit T. Rietveld, sedia280, detta Zig Zag, 1934, by Cassina

I designer scandinavi, pur aderendo all’estetica e ai principi del Movimento Moderno, seguono una strada più organica. Il legno è tradizionalmente il materiale di predilezione per queste lande. La funzionalità è spinta al massimo delle possibilità, spesso a discapito dell’estetica. Tuttavia queste sedie sono apprezzate ancora oggi.

Il finlandese Alvar Aalto lancia la L-leg Collection, basata su una gamba a forma di L in legno massiccio piegato. Aalto brevetta il procedimento nel 1933. Nel 1946 il suo compatriota Ilmari Tapiovaara progetta la sedia Domus, in legno massiccio, allo stesso tempo leggera e impilabile.

Un altro designer scandinavo di peso è Hans J. Wegner, attivo negli anni Sessanta, che ci ha lasciato la CH24 Wishbone Chair, dotata di una certa eleganza, e la CH07 Shell Chair, all’epoca avanguardistica.

Finisce qui la lunga storia della sedia, dalla preistoria fino alla sedia moderna, in attesa di possibili ulteriori evoluzioni. Ecco tutte le puntate:

Vi segnalo il Museo della Sedia che raccoglie sedie vintage del design italiano.

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