Gli stili Direttorio e Impero, da Luigi XVI a Napoleone

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Gli stili Direttorio e Impero sostituiscono il Luigi XVI dopo la Rivoluzione Francese, imponendo un nuovo repertorio decorativo tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento.

stili Direttorio e Impero
Letto “a barca” in stile Impero, camera di Dorotea, futura duchessa di Dino, nipote di Talleyrand, castello di Valençay, Valençay, Francia 

Dopo la Rivoluzione del 1789, la Francia attraversò un periodo movimentato, tra guerre interne ed esterne. In questa situazione caotica, emerse la figura di Napoleone Bonaparte, uno dei generali dell’esercito francese. Con un colpo di stato ai danni del Direttorio, Bonaparte ascese al potere nel 1799. Nominato dapprima Console, poi Primo Console, fu proclamato Imperatore dei francesi nel 1804.

Jacques-Louis David, L’imperatore Napoleone nel suo studio alle Tuileries, (1812, National Gallery of Art, Washington DC)

L’epoca che va dal 1789 al 1815 vede l’affermarsi e il diffondersi di una nuova estetica, che interessò tutte le arti. Si tratta degli stili Direttorio e Impero, ispirati, il primo agli ideali rivoluzionari e il successivo alla magnificenza dell’antica Roma.

Stile Direttorio, tra Ancien Régime e Impero

Il periodo del Direttorio fu breve (1789 – 1804) ma molto intenso e gravido di cambiamenti. Il profondo disordine sociale e politico che lo segnò ebbe un impatto diretto sulla produzione di mobili. Il repertorio del Direttorio compare poco prima della Rivoluzione, per opera di Georges Jacobs, fornitore della famiglia reale. La semplificazione del design, iniziato con lo stile Luigi XVI sotto l’influenza del neoclassico, divenne più pronunciata. La soppressione delle corporazioni da parte dei rivoluzionari e la scomparsa degli ebanisti obbligarono i fabbricanti del Faubourg Saint-Antoine a semplificare le forme e i materiali. Georges Jacob, il grande ebanista dello stile Luigi XVI, e suo figlio Georges junior furono i più importanti artigiani del Direttorio. 

I mobili

Eleganti e graziosi, i mobili sono generalmente di dimensioni ridotte. Mantengono la struttura Luigi XVI e le loro espressioni non sono molto varie. Lo stile Directoire adotta forme pulite, linee rette, curve semplici, superfici piatte e angoli retti. Le linee accentuano le forme geometriche ispirate all’Antichità.

Le tipologie sono più o meno le stesse del periodo precedente, anche se con alcune modifiche formali. I tavolini detti gueridon, poggiati ora su treppiedi, sono molto diffusi.

Sostanziali le modifiche alle sedie: la parte superiore dello schienale, leggermente inclinata all’indietro, si arriccia in volute – tipo “à crosses”. Nel tipo “à cornes”, la parte superiore dello schienale forma una sorta di corna laterali. Le gambe anteriori invece, dritte e scolpite, sono unite alla cintura, ancora in forma di cerchio o a semicerchio in stile Luigi XV, anche se compaiono tipologie con cintura quadrata. Le gambe posteriori, leggermente arcuate, sono semplici e sono chiamate “sciabola”. Compare una particolare sedia, detta “a gondola”. Le gambe anteriori si curvano leggermente verso l’esterno, mentre i braccioli formano una curva avvolgente che unisce lo schienale al sedile.

I mobili sono spesso realizzati in legno massiccio locale, spesso di colore chiaro: noce, olmo, legni di frutta e faggio. Solo i mobili di lusso sono fatti di mogano massiccio e intagliato, o impiallacciato di mogano. I mobili dipinti, sono molto frequenti: laccati in bianco, grigio, azzurro o verde acqua, e arricchiti da dorature o da toni contrastanti, ispirati alle decorazioni pompeiane.

Compaiono nuovi mobili, come la credenza bassa, il letto laterale (appoggiato alla parete dal lato lungo), la sedia curule, ispirata ai sedili di epoca romana caratterizzati da gambe a forma di X.

La méridienne o letto di riposo è il mobile più emblematico dello stile Direttorio. Di ispirazione greca, é caratterizzata da da testata e piede della stessa altezza, come quello reso famoso dal ritratto di Madame Récamier dipinto da David, da qui detta recamière.

Jacques Louis David, Madame Récamier (1800, Parigi, museo del Louvre)

Il letto a barca, con spalliere di uguale altezza e ricurve, tipico dell’Impero, fece il suo ingresso già prima dell’inizio del Primo Impero.

Infine, la psyché, grande specchio basculante retto da due montanti, che comparve nel periodo del Consolato e che fu il mobile preferito dall’imperatrice Josephine.

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La decorazione 

Gli intarsi di ebano, di limone, più raramente madreperla e bronzo, decorano discretamente i mobili in legno. Sui mobili dipinti, gli intarsi sono imitati da semplici filetti colorati.

La decorazione Directoire è molto discreta e non invade mai la struttura del mobile. Il Direttorio subì l’influenza anche del lavoro dei fratelli Adam, soprattutto dei motivi ispirati all’arte etrusca, che Georges Jacobs utilizzò in una personale reinterpretazione.

Tra i motivi caratteristici di questo periodo, possiamo citare :

  • La losanga, scolpita in leggero rilievo o dipinta, spesso circonda un motivo centrale come un vaso greco, un medaglione o un rosone.
  • La palmetta, già usata sotto Luigi XVI, è usata molto ampiamente, in fregio o in banda.
  • I motivi rivoluzionari e simbolici: i fasci, il berretto frigio, i rami di quercia, le mani unite – simbolo di fraternità, o il triangolo con un occhio nel mezzo – metafora della ragione, scompaiono abbastanza rapidamente.
  • I motivi “antichi” come vasi, urne, cornucopie, colonne, cigni, grifoni, geni alati che reggono le corone.

Il Direttorio si stempera in una variante detta “stile ritorno dall’Egitto”, in riferimento alla vittoriosa campagna d’Egitto condotta da Napoleone. È l’invasione di motivi di ispirazione egizia, come le sfingi, i leoni alati, i grifoni, realizzati spesso in bronzo dorato. La decorazione diventa sempre più pesante e celebrativa: siamo entrati nel periodo dell’Impero.

Lo stile Impero: per molti ma non per tutti

Rispetto allo stile Direttorio, lo stile Impero é più imponente e sovraccarico. Del resto, fu proprio Napoleone a sostenere e promuovere la nuova estetica, come strumento di propaganda. Solenne, maestoso e austero al tempo stesso, si arricchisce dei motivi decorativi ispirati al blasone imperiale: N circondate da corone d’alloro, api, aquile. Non c’è spazio per decorazioni leziose e frivolezze, e i riferimenti all’Ancien Régime sono completamente aboliti.

stili Direttorio e Impero

Torna l’uso abbondante del bronzo dorato, del marmo per i piani di tavolini e credenze, le sedie sono più pesanti, i mobili massicci. Scompaiono le decorazioni a intarsio. 

I mobili Impero 

Le forme sono geometriche, equilibrate, con cornici rettilinee e angoli acuti, e il mogano massiccio o impiallacciato é un must. Quando, a partire dal 1810, il mogano smise di arrivare in Francia, Napoleone raccomandò agli ebanisti di utilizzare legni locali (bois clair): noce, olmo, frassino, faggio dorato o talvolta tinto “stile mogano”.

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Cassettiera per medaglie appartenuta a Napoleone, Charles Percier, (1809)

Il letto a barca, la scrivania “ministre”, il tavolo con piedistallo a treppiede, l’armadio con anta a specchio, le vetrinette e il settimanale divennero mobili di uso comune.

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Camera da letto epoca Impero

Le sedute hanno schienali dritti, le gambe anteriori sono dritte e terminano con piedi zoomorfi, mentre le gambe posteriori sono a forma di sciabola. Spesso i braccioli delle poltrone presentano motivi di sfingi, arieti, aquile o leoni alati.

I tavoli sono molto utilizzati, visto che ormai la sala da pranzo è un ambiente comune nelle abitazioni di un certo livello. Rotondo, molto raramente rettangolare o esagonale, il tavolo Impero è composto da un piano in legno, marmo, porfido o mosaico, su basi articolate. Le più comuni sono o un gruppo di tre o quattro gambe che poggiano su una base uniforme, oppure gambe a colonna o formate da cariatidi (sfingi, leoni, chimere). Alcuni tavoli presentano una grande gamba centrale su una base triangolare, o un pilastro centrale che si divide alla base in tre gambe che terminano con artigli di leone.

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Tavolo epoca Impero, Nizza, Francia, Museo Masséna

I cassettoni sono realizzati in legno scuro, di forma rettangolare, ricoperti da un piano di marmo grigio scuro o nero e dotati di tre o quattro cassetti. Sono spesso decorati in bronzo: cariatidi agli angoli, palmette.

Pochi i mobili nuovi, tuttavia sono da segnalare due novità molto importanti:

Il comodino (il somno), dalla caratteristica forma cilindrica, e il lavabo, costituito da un catino montato su un alto tavolino a treppiede munito di brocca (l’Athénienne).

I tendaggi, le tappezzerie in stoffa e i tessuti di rivestimento delle sedute sono molto in voga. I colori variano dal bianco al giallo, dall’azzurro al blu, dal rosso pompeiano al verde smeraldo. Ricami dorati richiamano il repertorio decorativo dello stile, mentre si diffonde l’uso delle stoffe coordinate che conferiscono armonia e unità all’ambiente.

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Hôtel de Brienne, Parigi, sala del biliardo

È uno stile nuovo, forse l’unico stile originale del XIX secolo, che vide il susseguirsi dei cosiddetti “revival”. Tuttavia risulta un po’ monotono e ripetitivo, rigido e teatrale al tempo stesso. Uno stile particolare, per molti ma non per tutti.

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