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Evoluzione della sedia dall’antichità alla rivoluzione industriale 1°

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La sedia è forse l’oggetto più disegnato nella storia, fondendo l’umile sgabello usato per secoli dalle classi popolari con i troni dei potenti. Esploriamo l’evoluzione della regina del design.

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I monumenti dell’Egitto e della Nubia disegnati dalla spedizione scientifico-letteraria toscana in Egitto; distribuiti in ordine di materie interpretati ed illustrati dal dottore Ippolito Rosellini.

Le prime sedute forse erano dei semplici massi ricoperti di pelli, seguiti da rozzi sgabelli intagliati nei tronchi d’albero. L’alba dell’evoluzione della sedia mi piace immaginarla così, un oggetto semplice che riuniva tutta la comunità, senza distinzioni, intorno al focolare.

Tuttavia, la storia della sedia presto si biforca in due rivoli, uno che la vede trasformasi in oggetto simbolo del potere, l’altro che scompare come un fiume carsico, nel quale scorrono umili e scomodi le panche e gli sgabelli riservati al “popolo”.

La sedia nell’antichità 

La sedia, per come la conosciamo oggi, dotata di sedile e schienale, appare nelle prime società stanziali dell’antichità. Del resto, i nomadi non ne avevano bisogno, anzi, si trattava di un inutile fardello. Le antiche civiltà mesopotamiche come Sumeri, Assiri e Babilonesi utilizzavano sedie per scopi cerimoniali e ufficiali. 

Antico Egitto

Nell’antico Egitto, le sedie rivestivano un’importanza significativa nella società e nella cultura. Erano utilizzate soprattutto come simbolo di status e potere, ed erano riservate a persone di rango elevato, come nobili, sovrani o sacerdoti, trovando spazio nelle dimore più sontuose.

Le sedie erano realizzate in legno pregiato, spesso ebano, ornate con intagli e talvolta decorate con avorio o con metalli come bronzo o oro. Le forme erano elaborate, con schienali sagomati e sedili imbottiti. Stupisce la varietà e la complessità dei modelli fabbricati dagli artigiani egiziani, dalla sedia pieghevole alla sedia Hathor, dotata di braccioli a forma di mucca, alle sedute rituali decorate con geroglifici e simboli divini, fino alla sedia del Faraone in legno di cedro rivestito di gemme preziose e placche d’oro. Gli egiziani inventano i motivi decorativi zoomorfi, come le gambe a zampa di animale, e ispirati alla natura, come le palmette e i fiori di loto.

Antica Grecia

Nell’antica Grecia, le sedie ebbero un ruolo significativo nell’ambiente domestico, rappresentando non solo un oggetto funzionale ma anche un’opportunità per esprimere stile e posizione sociale. Le sedute erano realizzate in legno o in metallo, e si possono riassumere a grandi linee nei seguenti modelli:

  • Klismos: una delle sedie più iconiche dell’antica Grecia. Caratterizzata da gambe curve e schienale a forma curva e concava, solitamente realizzata in legno, spesso con schienale e sedile fatti di cuoio a strisce intrecciate o stoffa. Questo modello era comune nelle case greche ed è uno dei modelli più riprodotti della storia:
  • Diphros: era una sedia con una struttura piuttosto semplice, caratterizzata da quattro gambe dritte e una seduta rettangolare, spesso priva di schienale, di derivazione egizia.
  • Diphros Okladias: la versione greca dello sgabello pieghevole egiziano, dalle caratteristiche gambe incrociate, anch’esso tra i più imitati nella storia.
  • Kline: più che una sedia era un lettino, usato per i banchetti, tramandato poi nell’epoca etrusca e romana. Praticamente il capostipite del day bed odierno.
  • Sedia del trono: particolarmente elaborata, era riservata ai dignitari e ai regnanti. Solitamente realizzata con materiali preziosi come l’avorio o riccamente intagliata, rappresentava potere e autorità.

Antica Roma

Nell’antica Roma si utilizzano le stesse sedute greche, che tra l’altro, a parte la Klismos, forse la più elegante, derivano da modelli egiziani. Anche nell’Impero Romano le sellae sono degli status symbol. Rivediamo lo sgabello con le gambe a X, detto Sedia Curule, utilizzata da funzionari, magistrati e autorità, e la sua variante dotata di braccioli e schienale, detta Curulis Cathedra, riservata alle autorità, il Kline, che diviene Lectus, la Klismos in infinite varianti. 

I romani tuttavia introdussero nuovi modelli, come le sedie in vimini,(vimina), più simili a poltrone, e caratterizzate da comodi e ampi schienali. Alcune sedute erano realizzate con elementi vegetali intrecciati, precursori delle sedie impagliate.

scultura in pietra calcarea di una sedia in vimini ritrovata in una tomba romana

Medioevo e Rinascimento 

Nell’alto medioevo la sedia più rappresentativa, ereditata dall’Impero Romano, era la Curulis Cathedra, o faldistorio, che viene spesso dotata di imbottiture e rivestimento in seta rossa, declinata anche nel modello pieghevole. Le sedie pieghevoli rispondevano alle esigenze dettate dai continui spostamenti delle corti reali, usanza che continuerà per molti secoli.

Dal faldistorio discente la più famosa sedia medievale, la cosiddetta “sedia Savonarola”, realizzata in legno di noce massiccio e caratterizzata dalla presenza delle stecche in legno. Essa si diffuse a partire dal Quattrocento in Toscana, e divenne un’icona intramontabile. La vediamo raffigurata nei dipinti di Leonardo e di Caravaggio, e ancora oggi si producono imitazioni.

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sedia “Savonarola”, courtesy Metropolitan Museum of Art, New York

Molto usati anche i modelli in metallo, come si vede in questo raro esemplare quattrocentesco, conservato al Cleveland Museum of Art. Le parti in stoffa sono state sostituite, ma probabilmente erano in origine in cuoio.

Tuttavia, la seduta più usata rimane lo sgabello, dai modelli più semplici a quelli dotati di un rigido schienale. Dovete pensare che nelle abitazioni dell’epoca non esistevano ne sale da pranzo ne salotti. La vita in comune si svolgeva attorno al focolare, per lo più su lunghe panche in legno, perché la seduta individuale era riservata alle autorità. Ci si stringeva sulle panche anche durante i banchetti, che si svolgevano in sale attrezzate con tavoli improvvisati che venivano riposti finita la festa.

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serie di sedie-sgabello medievali

Solo con il rinascimento le cose cominciano a cambiare. La ricca borghesia ricerca stile e confort per le abitazioni cittadine e per le ville in campagna. Il mobile, così chiamato perché si può spostare facilmente diventa più massiccio in vista di una vita più stanziale, più stabile. Compaiono le sedie e i seggioloni muniti di bracciolo per la sala da pranzo, formati da sedile, schienale e quattro gambe diritte e tornite, unite alla base da stecche. La forma è piuttosto rigida, e spesso la seduta è priva di imbottitura, altrimenti rivestita di preziosi broccati o con cuoio. Gli esemplari più pregiati sono decorati con la tecnica dell’intaglio.

Evolve verso un’estetica più raffinata anche la sedia-sgabello, che presenta spesso decorazioni a intaglio e a intarsio con elementi in madreperla. 

Finisce qui la lunga cavalcata della sedia attraverso i millenni. Nella seconda parte affrontiamo la storia della sedia nell’epoca moderna, con l’esplosione della produzione delle sedie in un susseguirsi di stili. In una seconda parte vedremo come cambia la sedia nell’epoca contemporanea, a partire dalla Rivoluzione Industriale.

Scopri gli altri articoli sulla storia dell’arredamento.

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