Padiglione Barcellona: esempio di estetica moderna

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Il Padiglione Barcellona, del 1929, è ancora oggi simbolo di avanguardia moderna ed estetica architettonica. Il suo ideatore Ludwig Mies van der Rohe – pioniere dell’architettura moderna e direttore della Bauhaus – è tra gli architetti e designer che hanno fatto la storia con opere indimenticabili.

Padiglione Barcellona

La figura di Ludwig Mies van der Rohe

Insieme ad altri grandi nomi del panorama artistico del primo dopoguerra, uno tra tutti  Le Corbusier, l’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe si annovera sicuramente tra gli ideatori di un’estetica architettonica tutta nuova. Con il suo “less is more” l’architetto insegue i principi dell’essenziale, dell’estetica e della funzionalità che applica alle sue più grandi creazioni, prima tra tutte il Padiglione Barcellona. Ricordato soprattutto per le opere sue architettoniche – piuttosto che per aver diretto la Bauhaus – a muovere la sua visione dell’architettura sono una nuova relazione tra spazi interni ed esterni degli edifici, la pianta libera dei propri progetti e la fluidità degli spazi, i quali mirano all’obiettivo di rendere gli ambienti in comunicazione con l’uomo che li vive. 

Elementi caratteristici dell’architettura di Ludwig Mies van der Rohe

Questa connessione con gli spazi esterni ed interni di case o edifici è resa ancora più palpabile dalla scelta dei materiali: vetro e acciaio si fondono in strutture all’avanguardia che immergono subito, chi li ammira, nell’epoca moderna. Il minimalismo prende il sopravvento nelle sue realizzazioni – si prenda come esempio il Lake Shore Driving Buildings Apartments, Chicago  – studiato geometricamente per rendere il concetto di qualcosa di semplice e non sfarzoso, ma segue un rigore strutturale e una coerenza architettonica. 

Il Padiglione Barcellona

Tra le tante opere realizzate da Ludwig Mies van der Rohe, il Padiglione Barcellona è forse tra le più magnifiche e dove meglio si riesce a concepire il nuovo motore dell’architettura moderna. Realizzato appositamente per Esposizione Universale tenutasi a Barcellona nel 1929, il padiglione tedesco offre esattamente la visione della pianta libera e degli spazi fluidi. 

La planimetria aperta a base rettangolare è resa possibile da strutture in acciaio indipendenti dai tramezzi e dai muri portanti, che agevola il passaggio tra l’interno e l’esterno dell’edificio, permettendo al visitatore di vagare come fosse sospeso. A colpire del Padiglione Barcellona è anche il basamento pensato che richiama l’immagine di un tempio romano, sviluppato su un podio orizzontale, con un tetto piano,  sostenuto da otto colonne. L’elemento classico si scontra così con la modernità rappresentata dalle pareti in vetro, generando un affascinante contrasto di notevole impatto estetico.

Esterno ed interno del Padiglione Barcellona

L’esterno del Padiglione Barcellona è poi arricchito da una vasca che, grazie a uno studio sapiente delle piastre di pavimentazione, crea la sensazione di continuità visiva, quasi come se la vasca fosse incassata. L’acqua creava poi l’effetto di uno specchio riflettente capace di rendere suggestivo l’ambiente esterno in perfetta armonia con gli spazi circostanti.  Questa vasca rettangolare continuava poi  in una seconda vasca più piccola circondata da un muro in marmo. In questa  si trovava la famosa statua in bronzo di George Kolbe che rendeva l’effetto di una dea che riemerge dalle acque. 

Anche gli interni immergono subito il visitatore in spazi aperti, liberi e finemente studiati. L’essenzialità dell’arredo – il Padiglione Barcellona appare pressochè vuoto – rendono l’idea di semplicità ma maestosità che Ludwig Mies van der Rohe voleva mantenere. Le Poltrone Barcelona” sono il solo elemento di arredo erano pensate per ospitare i  troni per il Re e la Regina di Spagna. Sono realizzate in metallo con cuscini in capretto bianco e velluto pesante. L’essenzialità degli arredi e degli elementi acquista quindi anche una forte valenza decorativa, oltre che strutturale.

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