Lista dei buoni propositi a inizio anno? No, grazie!

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Il nuovo anno è iniziato già da qualche giorno. Molti di noi, a inizio 2024, avranno stilato la loro lista dei buoni propositi e questo è il periodo di Gennaio in cui, questi molti di noi, staranno già accantonando le loro buone intenzioni. Come mai succede questa cosa? 

buoni propositi

Nel nostro cervello esistono delle connessioni neurali, che si instaurano e si saldano nel tempo a seconda delle nostre abitudini. Quello che facciamo, pensiamo, diciamo abitualmente, segue queste connessioni per default, perché al nostro cervello piace ciò che conosce e tenta così di proteggerci da tutto ciò che è nuovo e potenzialmente pericoloso.

Per questo il famoso buon proposito “voglio andare in palestra due volte alla settimana” se sono anni che non ci alziamo dal divano, sarà molto difficile da perseguire se non creiamo e manteniamo questa nuova sana abitudine: ci vogliono almeno 21 giorni per creare nuove connessioni neurali e instaurare abitudini più sane, ma bisogna partire con piccoli passi e piccoli traguardi ed evitare le formule “da 0 a 100”.

Quello che io consiglio, occupandomi di benessere abitativo e quindi di benessere della persona, è di evitare i buoni propositi, e di concentrarsi sulla creazione di un atteggiamento positivo, partendo da piccole abitudini quotidiane che cambieranno la nostra  persona nel profondo e creeranno uno stile di vita duraturo. 

  1. No ai buoni propositi, sì all’atteggiamento positivo!
buoni propositi

Atteggiamento positivo non significa sorridere per forza quando le cose vanno male, quello equivarrebbe a  nascondere e sotterrare le proprie emozioni e questo non farebbe bene né al nostro fisico né alla nostra  mente;  significa abituarsi a mantenere uno stato mentale positivo, per affrontare meglio e con più calma le sfide della vita. 

Ogni mattina appena svegli pensate a tre cose della vostra vita di cui siete grati e prima di andare a dormire scrivete tre cose, anche piccole, che vi sono piaciute della vostra giornata. Questo aiuterà a focalizzare la vostra mente su un mindset più positivo.

  1. Parole, pensieri, prossemica
buoni propositi

Siamo abitudinari anche in quello che pensiamo, nelle parole che utilizziamo, nella nostra gestualità. Vi invito ad allenarvi a mantenere un linguaggio e un pensiero non dico positivo, ma quantomeno neutrale!

Evitate, se vi succede qualcosa di spiacevole, frasi come “Che tragedia!”, “Che disastro!”, “Mi sento morto dentro”. Queste parole che pensiamo, pronunciamo, spargiamo nell’ambiente, risuonano e lasciano che il nostro cervello le colleghi a delle immagini di distruzione, apocalittiche. Proviamo con “Anche questa si risolverà”, “Troverò una soluzione”, che rimandano sicuramente a scenari più ben auguranti

Per avere un atteggiamento migliore è molto utile anche la nostra prossemica, la nostra gestualità, come ci poniamo nel mondo: alzate quelle spalle e quella testa!

  1. Curare l’aspetto fisico
buoni propositi

Sì, è inutile girarci tanto intorno, l’abito fa il monaco eccome! E non parlo solamente nei confronti degli altri, ma anche e soprattutto nei confronti di noi stessi. Guardarci allo specchio e farci un complimento ogni giorno non ci farebbe male, tanto per cominciare. 

Inoltre la mattina, quando vi vestite, curatevi di quello che mettete, di ciò che indossate, anche se lavorate in casa: si chiama “enclothed cognition” il fenomeno per il quale, nel tempo, le persone tendono a immedesimarsi nel “personaggio” che quegli abiti rappresentano. Per questo indossare spesso la tuta o addirittura il pigiama può influire negativamente sul nostro stato psicologico. 

Quello che indossiamo crea un’immagine di noi nella nostra mente e quella è l’immagine che alla fine mostreremo agli altri.

Sembrano soltanto “tre piccole cose”, ma in realtà possono fare una differenza notevole. All’inizio non sarà facile, ma l’importante è cominciare. Provate, almeno per 21 giorni!

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