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L’importanza del colore nell’ambiente sanitario

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Quando parliamo di ambiente sanitario, la prima cosa che viene in mente alla maggior parte delle persone è un ospedale bianco: il bianco, da sempre, è il colore che simboleggia la purezza, la pulizia, l’ordine, per questo prevale nei luoghi di cura.

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Eppure, la psicologia dei colori, ha dimostrato che il bianco rende gli ambienti asettici e ipostimolanti e contribuisce a uno stato di irrigidimento e irritabilità; il bianco può aumentare lo stato ansioso  favorendo paura e angoscia, che non sono certo emozioni utili in ambienti dove i pazienti devono sostare a volte per lunghi periodi.

Pensare che in ambienti in cui si dovrebbe auspicare una pronta guarigione prevalga ancora il bianco, fa ancora più impressione se pensiamo che una delle torture più disumane mai utilizzate, è quella che viene definita “tortura della stanza bianca”, in cui il prigioniero viene obbligato a vestire di bianco e a sostare in una stanza completamente bianca, senza finestre e con luci al neon, isolata da qualsiasi tipo di rumore. L’esposizione per lunghi periodi a questo tipo di situazione, porta a stati depressivi, perdita del concetto di sé, psicosi e allucinazioni.

Questo esempio non è stato certo tirato in ballo per mettere a paragone le due condizioni, ma semplicemente per sottolineare quanto, l’ambiente che ci circonda e la sua estetica, possano fare la differenza nei momenti di difficoltà per supportare la cura e la guarigione dei pazienti.

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Sostituire il bianco ottico

Sono ancora troppo poche le strutture dedicate alla cura del paziente che danno importanza al livello estetico degli spazi, come se il contorno fosse superfluo. Questo vale per parecchie strutture in ambito sanitario sia che si tratti di ospedali pubblici, che di strutture private. 

Noi umani, come vi ho detto spesso, siamo evoluti ma, dentro di noi, abbiamo ancora una parte che risponde agli stimoli esterni in modo primitivo e l’ambiente è uno di questi. Non è un caso che il nostro corpo si rilassi guardando paesaggi naturali, anche se li stiamo guardando solo in fotografia o su uno schermo. Il bianco irrigidisce il nostro corpo, perché richiama il tipico paesaggio invernale, in cui tutto è statico e la natura è ferma, morta. Basta dare un’occhiata a queste due foto per capire la differenza che, anche solo guardarle, scaturisce in noi.

La cosa basilare da fare in ogni ambiente sanitario, quindi, sarebbe almeno sostituire il comunissimo bianco ottico con dei bianchi caldi  o con dei colori pastello che rendano gli spazi più accoglienti, che umanizzino l’ambiente ospedaliero. 

Ambiente sanitario: a ogni reparto il suo colore

La progettazione di ogni ambiente sanitario, che si tratti di strutture, materiali o colori, andrebbe pensata e mirata anche in base ai reparti di riferimento, all’età dei pazienti e alle loro condizioni, perché sia il colore che i materiali possono diventare di enorme supporto e sollievo per la guarigione.

Nei reparti di geriatria ad esempio, andrebbero preferiti i colori della terra e materiali solidi, che diano senso di sicurezza ai pazienti che hanno difficoltà a deambulare e a spostarsi in autonomia, mentre nei reparti pediatrici sono da preferirsi colori vivaci e saturi, che diano allegria, spensieratezza e stimolino la creatività.

Bisognerebbe inoltre concedere un occhio di riguardo alle sale d’attesa sia di ospedali che di studi medici, luoghi in cui ci sono pazienti in ansia, che magari aspettano il loro turno o dei risultati importanti; in questo caso sono da preferire colori rilassanti come i toni naturali o del verde, abbinati a toni arancio o gialli, colori solari, associati alla guarigione e alla gioia.

Non dimentichiamoci inoltre che gli ambienti sanitari sono anche luoghi di lavoro, è importante che siano ben curati anche per favorire benessere a chi si occupa per ore della cura dei pazienti. 

Questo articolo è solo la punta di un grande iceberg, l’ambiente sanitario è ancora troppo spesso trascurato e malmesso, bisognerebbe invece cominciare a piccoli passi a occuparsi di migliorare questi ambienti, per fare in modo che diventino luoghi associati alla guarigione e non alla malattia: le parole sono importanti!

Per approfondire: tutti gli articoli della rubrica Home Therapy

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