Branch House, una villa a padiglioni tra le querce

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Si chiama Branch House l’esclusiva villa a padiglioni immersa nella natura tra le colline californiane di Montecito. 

Branch House
Credits: David Hartwell Photography

Progettata dallo studio TOLO architecture, Branch House sorge nel cuore di una foresta di querce secolari a Montecito, in California. Del resto, è il caso di dirlo, il nome è tutto un programma. La planimetria si sviluppa su un unico livello e gli spazi sono distribuiti in 8 padiglioni. Una soluzione originale che presenta diversi vantaggi e risolve una delle richieste dei committenti, appassionati d’arte. Questo progetto è stato selezionato come vincitore nel 2019 del Residential Architect Awards.

Branch House, arte e natura in 8 padiglioni

La soluzione dei padiglioni separati per le diverse zone della villa è senz’altro originale e scenografica. Gli otto volumi rettangolari, ciascuno con un lucernario, racchiudono rispettivamente un soggiorno e una sala da pranzo, una cucina, un garage per due auto, un ufficio, due camere da letto, un bagno principale e due secondari. Aperti e luminosi, grazie alle grandi vetrate, i padiglioni sono disposti a cerchio sul terreno, e poggiano su pali di cemento che proteggono la struttura delle radici delle querce della proprietà.

Branch House
Credits: David Hartwell Photography

La posizione dei padiglioni, apparentemente casuale, è studiata per seguire il percorso del sole e rispettare la posizione degli alberi esistenti. Le diverse angolazioni delle strutture, tutte interconnesse tra loro, offrono una vista privilegiata del paesaggio e, attraverso i lucernari, del cielo. I diversi padiglioni sono collegati da passaggi vetrati che fungono anche da galleria d’arte privata per i committenti. Man mano che si passa dalle zone di rappresentanza, come il vasto living e la cucina, verso gli spazi privati, i volumi si fanno più intimi e discreti. 

Arredo e materiali di Branch House

La tavolozza interna di Branch House è semplice e sobria, così da fornire uno sfondo neutro per la collezione d’arte dei proprietari.

Pavimenti in cemento, pareti bianche e soffitti in legno laminato a vista nei corridoi e in altre aree. Gli arredi interni sono volutamente minimali, con le superfici impiallacciate. Unico accento colorato, le piastrelle smaltate di Heath Ceramics che mettono in risalto aree specifiche: blu per la cucina, e ancora blu, rosa e giallo per i bagni. In cucina, la luce zenitale che illumina direttamente la grande isola, dona un forte carattere all’ambiente. L’iconica serie di rubinetterie TARA di Dornbracht è stata installata in cucina e in tutti i bagni.

L’esterno è ancora più semplice, con il tetto e i rivestimenti rivestiti di scandole di rame, che riparano dalla pioggia e allo stesso tempo proteggono la struttura in legno dal fuoco.

Una versione moderna del Case Study House Program 

Gli architetti si sono ispirati al famoso programma Case Study, portato avanti in California tra il 1945 et 1966. I progetti disegnati in totale sono 36, alcuni non sono mai stati costruiti, mentre altri sono stati modificati dai proprietari. Lanciato da John Entenza, editore della rivista Arts & Architecture, il Case Study House Program mirava a progettare e costruire modelli economici e funzionali di case unifamiliari in previsione del boom causato dal ritorno di milioni di soldati alla fine della seconda guerra mondiale. Celebri gli architetti coinvolti, tra i quali Richard Neutra, Raphael Soriano, Craig Ellwood, Charles e Ray Eames, Pierre Koenig e Eero Saarinen.

Scopri altre bellissime case nella rubrica House Tour.

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