Trieste: una città che ti resta nel cuore

Di recente mi sono recata a Trieste per lavoro: in realtà non è stata la prima volta, la vidi di passaggio più di dieci anni fa. Un salto in piazza Unità d’Italia, un’occhiata al Caffè degli Specchi e la classica gita al Castello di Miramare; ero distratta e non avevo neppure una macchina fotografica.

Questa volta mi sono fermata tre giorni e ho avuto la fortuna di pernottare in un piccolo albergo nel cuore della città vecchia, affacciato su una piazzetta popolata da deliziosi locali e dominata dalla presenza di un arco romano che si appoggia alle case. Bizzarro, mi sono detta, mentre cercavo sulla rete notizie sul rudere. Ho scoperto che la città trabocca di ruderi romani, in pratica vi è costruita sopra. Il borgo medievale non fu toccato dagli interventi di riqualificazione degli Asburgo, così la parte più antica si è conservata. 

L’arco di Riccardo, di epoca romana in città Vecchia  e Il Canal Grande con la Chiesa di Sant’Antonio nel Borgo Teresiano

Confesso che sono partita senza documentarmi: di Trieste sapevo ben poco, a parte il fatto che fosse una città cosmopolita fin dal tempo degli Asburgo, porta di accesso della Mitteleuropa al Mediterraneo e patria di scrittori del calibro di Svevo, Saba, Magris.
Nelle mie attese c’erano i palazzi neoclassici, i caffè e la Bora, ma non la città romana e medievale, con le sue vie strette e tortuose, le piazzette delimitate da antiche mura e capitelli, le case dipinte di fresco in rosa e crema e le persiane azzurre, i locali e gli studenti che bevono lo Spritz.

Il Foro Romano con la Basilica Cattedrale di San Giusto sullo sfondo
Interno dell’antica Basilica di San Giusto
Il Teatro Romano in pieno centro, ai piedi del Colle di San Giusto

Purtroppo avevo a disposizione solo mezza giornata; Trieste non è molto grande, ma offre tantissimo, soprattutto se si vuole scoprire tutto e vivere le diverse anime della città: quella letteraria, quella dei caffè e dei locali tipici, delle mostre e dello shopping. E passeggiare in questa città a misura d’uomo, pulita e tranquilla è davvero rigenerante.

Il monumento ai volontari triestini caduti nella prima guerra mondiale                  La Chiesa di Sant’Antonio
Il Canal Grande  e i suoi ponti, vista verso il mare
La fontana con il putto detto Giovannin di Ponterosso, in piazza Ponterosso   Statua in bronzo che ritrae James Joyce 
Il Palazzo della Camera di Commercio in piazza della Borsa

Immancabile il caffè con panna sorseggiato ai tavolini del Caffè degli Specchi, con vista sulla magnifica piazza Unità d’Italia e in compagnia di ballerini che volteggiano sulle note di un valzer, vestiti come ai tempi della principessa Sissi, che qui era di casa.

Valzer in costume di fronte al Caffè degli Specchi

A Trieste, inoltre si mangia benissimo, anche nelle trattorie: ottima la Jota, una zuppa di crauti con fagioli e crostini di pane; ampia la scelta di pesce, cucinato con maestria: i sardoni (le sarde o sardine),  il piatto forte, fanno capolino in tutti i menù. E poi siamo nella capitale del caffè, cui la città ha dedicato una mostra nell’ex Pescheria sulle Rive, un bellissimo palazzo riqualificato nel porto.

Piazza Unità d’Italia

Insomma, Trieste mi è rimasta nel cuore, con la sua luce pallida, l’eleganza dei palazzi e quell’aria un po’ malinconica di chi rimpiange un passato glorioso.

Per i fortunati che prevedono di visitarla (ma anche per chi ci vive) segnalo un sito molto ben fatto e carino. con itinerari, monumenti, mostre, locali tipici, ricette…

www.scopritrieste.com

A presto!

Cinzia





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