Come trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

Alzi la mano chi non è affascinato dall’idea di vivere in una mansarda. Nell’immaginario comune i sottotetti hanno un’aura romantica e sono legati a leggendarie figure di artisti.  

Sentire il rumore della pioggia sui vetri o guardare le stelle prima di addormentarsi sono alcuni dei vantaggi che la mansarda può regalare, a patto che i locali siano confortevoli, ovvero ben progettati e coibentati. Se possedete un sottotetto e state pensando di renderlo abitabile, per ricavarne un’intero appartamento o solo delle stanze aggiuntive, ecco le 4 mosse da seguire passo passo per trasformare il sottotetto in una mansarda confortevole:

Verificate se il sottotetto è convertibile

Sembra banale, ma questo primo passo è importantissimo e merita tutta la nostra attenzione: chi ben comincia è a metà dell’opera, dice un saggio proverbio. Del resto, la normativa in materia parla chiaro: per capire se un sottotetto ha i requisiti per essere convertito in abitazione, bisogna prima valutare le sue dimensioni iniziali, e verificare se lo spazio può raggiungere l’altezza consentita. (Scarica la tabella con i parametri regione per regione). In questa fase vanno valutate alcune caratteristiche, come l’altezza del tetto, l’angolo di inclinazione, la struttura portante, la presenza di camini, cisterne o locali tecnici. Il mio consiglio è quello di affidarsi a un professionista, che effettuerà un rilievo accurato del luogo, indicherà le criticità e preparerà un preventivo di massima. A questo punto sarete in grado di decidere se vale la pena di imbarcarsi nel progetto o meno: tenete presente che i costi strutturali che dovrete affrontare in ogni caso sono quelli relativi all’isolamento del tetto, alla creazione della scala dal piano sottostante e alla predisposizione degli impianti.

Usufruite delle agevolazioni fiscali

Fino alla fine del 2017 le ristrutturazioni usufruiscono dell’IVA agevolata al 10% e della detrazione Irpef del 50%. Inoltre, il recupero del sottotetto è considerato come un intervento che migliora l’efficienza termica dell’edificio, grazie alla coibentazione del tetto, dunque potete usufruire dell’ecobonus che prevede detrazioni Irpef del 65%.

Qui trovate tutte le informazioni sull’ecobonus: informazionefiscale.it.

Anche per chi ha già una mansarda abitabile, vale la pena di usufruire delle agevolazioni, mettendo in cantiere interventi sui serramenti. La detrazione Irpef del 65% è applicabile alla posa, al costo delle finestre, delle tapparelle e delle tende esterne acquistate contestualmente alle finestre; scegliendo un modello VELUX di ultima generazione, è detraibile anche il costo per l’integrazione con l’ interfaccia per l’impianto demotico di apertura e chiusura.

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© love chic living

Sfruttate la luce naturale

Uno dei vantaggi della mansarda è quello di poter sfruttare la luce naturale, grazie alla posizione sopraelevata rispetto agli altri edifici e all’inclinazione del tetto, che permette alla luce di inondare i locali praticamente dall’alba fino al tramonto. Il mio consiglio è quello di non lesinare sulle aperture nel tetto, rispettando al millimetro i coefficienti del rapporto aeroilluminante fissati dalla normativa: abbondate e non ve ne pentirete! La luce naturale aumenta il confort psicofisico e consente di risparmiare sul consumo di energetico per la luce artificiale e per il riscaldamento. Preferite le finestre da inserire nel tetto agli abbaini, così da poter sfruttare la luce zenitale e distribuite le aperture lungo tutto il tetto, anche nella parte alta e su tutte le falde: con un impianto di regolazione automatizzato potrete aprirle e chiuderle a piacimento, usufruendo anche di una di una fonte di ventilazione soft.

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© pura arquitectura

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© 42 magazin.rs

Sfruttate ogni centimetro della zona vicino alla gronda

Uno dei limiti più significativi degli spazi ricavati nel sottotetto è quello dello spazio: le zone sotto il colmo del tetto vanno lasciate libere per i disimpegni e per la circolazione delle persone, dunque non sono sfruttabili per posizionare tutti i mobili di cui abbiamo bisogno. La temuta zona vicino alla gronda, con le sue altezze minime, sembra a prima vista uno spazio poco utilizzabile, mentre in realtà bastano pochi accorgimenti per renderlo utile e vivibile, posizionandovi alcuni elementi come i mobili bassi del salotto, gli armadi su misura, il letto, la vasca da bagno. Un consiglio puramente estetico: non fatevi prendere dall’horror vacui e lasciate anche qualche spazio libero, per evitare di restringere troppo lo spazio.

Ecco qualche soluzione creativa: collocare una parte del piano di lavoro della cucina lungo il muro di gronda.

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© Hugo Hébrard photo

nel bagno qui sotto, lo spazio tra la gronda e la doccia accoglie il cesto della biancheria e un paio di mensole.

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© Love it Or List it Vancouver

Prevedete armadi su misura da collocare sia lungo il muro di gronda, sia lungo le pareti spioventi. Evitate di posizionare mobili ingombranti nella zona sotto il colmo.

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© schreinerei heidenreich

Nella zona di gronda potete installare anche la doccia: sfruttate le finestre per ridurre lo spessore delle falde e guadagnare spazio in altezza.

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© Ute Günther Wachgeküsst

Anche il letto si può posizionare in zona gronda, lasciando libero lo spazio al centro.

trasformare il sottotetto in una mansarda in 4 mosse

© trendir.com

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7 Comments

  1. 25/07/2017 / 14:14

    Wow! Adoro il sottotetto, e hai proposto delle soluzioni splendide, per non parlare dei tuoi preziosi consigli. Approvo senza riserve l’idea dei lucernari che conferiscono luce a volontà agli ambienti, confort e ispirazione. Bel post!
    Marina

  2. 26/07/2017 / 12:10

    Complimenti per il blog, davvero ben strutturato e ricco di informazioni date in modo semplice e diretto.
    Ho letto con attenzione questo post, sopratutto la parte riferita alle detrazioni fiscali, dato che sono ormai 10 anni che per lavoro seguo questo genere di pratiche.
    Avrei da fare solo una precisazione rispetto a quanto è stato scritto sull’Ecobonus: se la condizione di partenza per la ristrutturazione di una mansarda è quella di sottotetto non abitabile, in realtà si può usufruire solo in minima parte di questa agevolazione.
    Infatti, condizione indispensabile per poter portare in detrazione 65% le spese di isolamento, è che esso sia effettuato su parti dell’edificio che separano ambienti caldi da ambienti freddi (l’esterno) o non riscaldati (locali di sgombero, pianerottoli, ecc.).
    E, ai fini dell’ottenimento del bonus, bisogna sempre prendere in considerazione la situazione di partenza dell’immobile e non quella che risulterà a fine lavori.
    Per cui essendo il sottotetto, per definizione, un locale tecnico (e quindi non riscaldato), l’unico isolamento che potrà essere detraibile al 65% sarà quello della soletta, che lo separa dai piani abitabili (e quindi riscaldati) sottostanti.
    Lo stesso discorso vale per i serramenti, la caldaia e le schermature solari (tende da sole, persiane, ecc.).
    Sono invece detraibili al 65% l’installazione di una caldaia a biomasse (pellet, legna, ecc.) e di sistemi solari termici per la produzione di acqua calda.
    In ogni caso, salvo la realizzazione di ampliamenti, è possibile comunque detrarre al 50% gli interventi non inseribili nell’Ecobonus.
    Spero che la mia spiegazione torni utile ai tuoi lettori.

  3. 22/08/2017 / 21:57

    Idee fantastiche per valorizzare lo spazio in mansarda!

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