Tintura naturale della stoffa: all’Hub si può

Oggi volevo condividere con voi un’esperienza che mi è piaciuta tantissimo: la tintura naturale del tessuto. Avevo già provato in passato a tingere a casa con colori chimici, ma quando ho scoperto l’HUB,  luogo meraviglioso sul naviglio milanese, mi sono installata, ho assediato la dolcissima e bravissima Chiara con le mie domande, ho frugato ogni angolo e scattato fotografie: in poche parole ho perso la testa!

Guardate il loro sito e poi…mi darete ragione! Tessuti vintage, vestiti fatti con strofinacci in lino degli anni ’60, blocchi in legno originali della Zucchi per stampare il tessuto…

Lo spazio è grande e luminoso: nel primo vano, su strada, c’è il locale dedicato al cucito. Si può portare la propria stoffa e cucire, oppure frequentare uno dei tanti corsi di cucito di diversi livelli.

Lo spazio sul retro è riservato alla stampa e pittura su tessuto e alla tintura naturale.

Io volevo riprodurre un rosa antico e polveroso visto su uno dei libri di Rachel Ashwell (perdonatemi la fissazione :-D) perché in commercio non ho trovato nulla che mi soddisfacesse.

Cos’ho comprato il tessuto di cotone indiano da un importatore conosciuto ai tempi dell’Accademia e sono andata all’HUB.

Il tessuto era bianco, ma dopo la preparazione (mordenzatura) è diventato un po’ giallino. Poi ho scelto il colore, e dopo un paio d’ore di lavoro assieme a Chiara ho portato a casa il mio tessuto nella sua nuova veste:

Ecco le varie fasi della lavorazione:

E’ stato un lavoro alchemico e un po’ stregonesco…il calderone che bolliva, l’attesa della magia finale, la trasformazione della materia…

Ho anche avuto la fortuna di assistere alla tintura con l’indaco, un procedimento antichissimo e misterioso, un miracolo della chimica!

Per dare un tocco ancora più intrigante al momento, il cielo si è rabbuiato ed è scoppiato un temporale coi fiocchi…per tornare a casa ho cavalcato una scopa di saggina!!

Mi sono divertita e ho la mia stoffa rosa-antico-polverosa.

Un bacio dalla gatta un po’ streghetta 🙂

Cinzia

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