10 cose da sapere sulla revisione della caldaia

Si è parlato tanto di revisione della caldaia, di nuove norme, di libretti, bollini blu e possibili sanzioni, ma quanti, in realtà, hanno le idee chiare? Che differenza c’è tra manutenzione, revisione e controllo dei fumi? A cosa serve la revisione, per chi è obbligatoria e ogni quanto tempo va effettuata? Oggi cercherò di rispondere ad alcune domande sull’argomento, nella speranza di fare un po’ di chiarezza.

 

1. Qual’è la differenza tra manutenzione, revisione e controllo dei fumi della caldaia?

Manutenzione e controllo sono due operazioni diverse e distinte con tempistiche che non coincidono. La manutenzione ordinaria della caldaia, detta anche revisione, è un intervento che prevede la pulizia, il controllo del regolare funzionamento e dell’efficienza nello scarico dei fumi, e la verifica che la ventilazione dell’ambiente in cui è installata sia corretta. Il controllo dei fumi della caldaia, o controllo dell’efficienza energetica, invece, consiste nell’esame dei fumi che fuoriescono dalla caldaia, per verificarne il rendimento, la concentrazione di ossido di carbonio e l’indice di fumosità.

2. A cosa servono questi interventi?

Entrambi gli interventi sono necessari per diversi motivi: garantire la sicurezza degli ambienti domestici, ridurre le emissioni inquinanti e risparmiare sui costi per il riscaldamento.

3. Questi interventi sono obbligatori?

Entrambi gli interventi sono obbligatori, secondo il D.P.R. n.74 del 2013, che recepisce la normativa europea sul rendimento energetico nell’edilizia e modifica le norme precedenti. Qui trovi una raccolta di Leggi e Decreti sull’argomento, oltre alla documentazione sugli incentivi Statali (Leggi).

4. Sono previste sanzioni per chi non effettua i controlli?

In tutti i comuni al di sopra dei 40.000 abitanti chi non è in regola può essere oggetto di ispezione e ricevere di conseguenza una sanzione amministrativa non inferiore a 500 euro e non superiore a 3000 euro, cui vanno aggiunte le spese per l’ispezione (dai 50 ai 200 euro).

5. Chi é obbligato ad effettuare i controlli?

Tutti i possessori di “impianti tecnologici destinati ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, compresi gli impianti individuali di riscaldamento”. Nel caso di impianti autonomi, il “responsabile” è il proprietario o l’inquilino, mentre per gli impianti condominiali è l’amministratore.

6. Ogni quanto vanno effettuati gli interventi?

Per la manutenzione ordinaria ci si deve attenere alle istruzioni dell’installatore, o, in seconda battuta, del costruttore. La manutenzione non è obbligatoria ogni anno, in genere ogni 4 anni se l’impianto è nuovo, 2 anni se più datato. Se non ci sono le indicazioni di cui sopra, valgono le prescrizioni e periodicità indicate nelle normative UNI 10435 o UNI 10436. Gli interventi per il controllo dei fumi variano secondo il tipo combustibile e il valore della potenza dell’impianto.

  • impianti a gas metano o GPL: ogni 4 anni;
  • impianti termici a combustibile liquido o solido: ogni 2 anni;
  • caldaie con potenza superiore a 100 Kw: ogni anno.

Nota: si consiglia di verificare la normativa della propria Regione per maggiori dettagli.

7. Chi è autorizzato a svolgere gli interventi?

Le operazioni di manutenzione e controllo dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate per l’attività di installazione e manutenzione dalla Camera di Commercio (DM n. 37/2008). Il tecnico, oltre ad effettuare gli interventi, deve svolgere un’operazione molto importante: la certificazione del vostro impianto. Alla fine di ogni intervento (manutenzione o controllo fumi) deve essere rilasciato un rapporto di controllo tecnico da allegare al libretto dell’impianto, che la ditta provvederà a trasmettere al Comune (importante per evitare le sanzioni). Dopo il controllo dei fumi, inoltre, se la caldaia risulta a norma, viene rilasciato un Bollino blu che collega la vostra caldaia a un codice di identificazione, da apporre sul libretto di impianto.

8. Cos’è il “libretto di impianto per la climatizzazione”?

Dal 1° giugno 2014, tutti gli impianti termici, sia esistenti che di nuova installazione, indipendentemente dalla loro potenza termica, devono essere muniti di un “libretto di impianto per la climatizzazione”, in formato cartaceo ed elettronico: è la carta d’identità del vostro impianto. Il libretto viene preparato e compilato dalla ditta installatrice per impianti nuovi e dai tecnici incaricati della manutenzione per impianti già esistenti.

Nota: il vecchio libretto va in ogni caso conservato.

9. Quali rischi comporta la mancata revisione o controllo?

Nel caso di mancata revisione e controllo della caldaia, possono verificarsi alcuni incidenti: fuoriuscita di gas e creazione di monossido di carbonio, responsabili di gravi intossicazioni. Possono anche verificarsi scoppi o incendi.

10. Quali vantaggi comporta la manutenzione regolare della caldaia?

Oltre che sulla sicurezza dell’impianto, gli interventi regolari incidono sull’efficienza della caldaia, permettendo notevoli risparmi. Per chi avesse una caldaia di vecchia generazione a bassa efficienza, con la nuova normativa conviene investire nell’acquisto di una caldaia a condensazione, che comporta basse emissioni inquinanti e consumi inferiori rispetto a una caldaia tradizionale. Inoltre, è possibile usufruire degli incentivi previsti dal nuovo Conto Termico 2.0.

 

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