L’arte di appendere i quadri alle pareti

Quanti di voi sono stati presi dallo sconforto all’idea di appendere i quadri alle pareti? Quali, quanti e in quale ordine? E poi: prendere le misure giuste per posizionare i chiodi, sudare sette camicie per poi accorgersi, a lavoro finito, che qualcosa non va, che i quadri sono troppo vicini o troppo lontani, che qualcuno è storto e che quella cornice dorata stona in mezzo a tutte le altre!

Anche appendere i quadri è un arte: un quadro, che si tratti di una cornice antica, di una stampa , di una fotografia, è un elemento decorativo che non passa inosservato.

C’è una grande differenza tra pareti con quadri disposti seguendo un progetto preciso e pareti con quadri disposti a caso. A volte, dopo un trasloco o una ristrutturazione, si appendono i vecchi quadri per motivi che nulla hanno a che fare con la decorazione dell’ambiente: non si sa dove metterli, oppure hanno un valore affettivo, anche se ormai non sono più in armonia con la casa nuova.

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Oggi cercherò di darvi alcuni consigli per risolvere il problema.

Per prima cosa, raggruppate tutto ciò che avete messo in cornice:  quadri,  stampe, fotografie, e dividetelo seguendo un criterio di classificazione che può essere il colore della cornice, il tipo di cornice (sottile, spessa, decorata o liscia) oppure secondo il contenuto (dipinti, stampe, fotografie, disegni, grafica).

Scartate quei quadri che obiettivamente non sono più in linea con l’arredamento o con lo stile della casa: non importa se vi sono costati una fortuna o se hanno un valore affettivo. Potete provare a rivenderli o a conservarli altrove: certo non vi chiedo di fare come Le Corbusier che conservava tutti i quadri nei cassetti, ma di arrivare ad un giusto compromesso.

Ora decidete in quale stanza mettere ogni gruppo che avete selezionato, secondo lo stile: nella stanza in stile shabby chic non appenderete le stampe grafiche con cornice a giorno, mentre in un salotto in stile design anni ’60 eviterete cornici antiche, magari dorate e decorate coi riccioli. Si può fare un’eccezione solo se avete un dipinto di valore: in quel caso lo appendete isolato e con una fonte di illuminazione dall’alto, per valorizzarlo come se fosse la Gioconda.

Ora che avete stabilito quali quadri appendere e in quale stanza, vi chiederete dove appenderli: sopra la scrivania, il divano, la consolle nell’ingresso, su una porzione di parete spoglia e perfino in bagno. Non ponetevi limiti: se una parete vi sembra spoglia, allora è il posto giusto dove appendere i vostri quadri.

Ecco una galleria di immagini che possono ispirarvi:

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Ora passiamo alla parte tecnica, ovvero alla composizione: questo è il lavoro forse più noioso ma da come eseguirete questo passo dipende la qualità del risultato.

Visto che l’occhio guarda prima in alto a sinistra e poi vaga in cerca di un punto focale, generalmente al centro, partite proprio dal centro per comporre lo schema: qui metterete il quadro più importante.

Misurate la porzione di parete che volete riempire, in altezza e larghezza, lasciando abbastanza aria intorno, soprattutto se ai lati ci sono mobili alti o stipiti.

Appoggiate il quadro che andrà al centro sul pavimento e cominciate a disporre gli altri pezzi intorno, restando nei limiti delle misure che avete preso. Se sotto c’è un mobile basso (un divano, una consolle, il letto) centrate il quadro rispetto ad essi. Ecco alcuni schemi che potrebbero aiutarvi:

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Può essere utile anche fare una foto, da terra fino al soffitto, inclusi i mobili. Usate un programma di grafica (se non avete un programma professionale potete usare picmonkey) per preparare il vostro schema direttamente sulla foto.

Questi schemi sono una buona base di partenza, ma il mio personale consiglio è quello di andare oltre e osare qualche accostamento insolito.

Perché non inserire delle cornici vuote, oppure collocare un quadro all’interno di una grossa cornice vuota? Potete appendere anche degli oggetti: lettere e numeri, vecchie chiavi, un cappello, un vassoio, dei libri, degli specchi, orologi, una vecchia insegna..Oppure perché non appoggiare i quadri sui mobili o su delle mensole? Le possibilità sono infinite.

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Questo stratagemma è utile per spezzare la monotonia e rendere meno rigida e più personale la composizione.

Finalmente siete arrivati alla fase conclusiva, quella che vede entrare in scena chiodi e martello. Ecco un metodo che vi aiuterà a superate questa fase senza danni, ovvero senza ridurre il muro in un groviera!

Ritagliate in un foglio di carta da pacchi il profilo di ogni oggetto che volete appendere, prendendo l’accorgimento di segnare con la punta di un pennarello, sulla carta, la posizione del gancio o dei ganci: in questo modo avrete già pronto il punto in cui mettere il chiodo, senza prendere misure. Annotate sui fogli anche la descrizione dell’oggetto da appendere, nel caso vi dimenticaste l’abbinamento.

Posizionate sulla parete i vari ritagli seguendo lo schema che avete tracciato, fissandoli con il nastro adesivo per pittori (quello che non stacca l’intonaco). Usate una livella per controllare che i ritagli siano “in bolla”, ossia ben dritti.

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Piantate tutti i chiodi nei punti che avete segnato, togliete i fogli uno a uno e sostituiteli con il quadro, la stampa o l’oggetto corrispondente.

Ora ammirate la vostra parete! Somiglierà ad un’opera d’arte e la stanza non sarà più la stessa.

Non mi resta che augurarvi buon lavoro!

Cinzia

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