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30 settembre 2011

Shabby chic on friday: il soggiorno e l'angolo conversazione

Buon venerdì e benvenuti all’appuntamento con la rubrica shabby chic on friday.
Oggi riprendiamo il tour della nostra casa dei sogni in stile shabby chic.
Abbiamo già visto alcuni locali: l’ingresso, la cucina e la zona pranzo.
Oggi ci rilassiamo nel soggiorno, tra soffici cuscini e comodi divani.
In questa stanza il ruolo di protagonista spetta senz’altro alla stoffa, e che stoffa!
Rigorosamente d’antan e di colore chiaro, riveste ogni elemento imbottito e regala luminosità e freschezza. Vecchie lenzuola di lino e vecchi copriletti in piquet avvolgono le sedute e le spalliere dei divani, sacchi della farina, con le eleganti strisce rosse o blu, possono fornire un rivestimento resistente e chic per poltrone o poltroncine.
D’inverno, una o più coperte di lana o di patchwork trovano posto sui braccioli, aggiungendo una nota di colore, insieme ai cuscini, abbondanti e disposti in ordine casuale.
Coronano il tutto cesti di vimini e fiori di campo, qualche libro e candele: l’angolo conversazione è pronto.

Oggi vediamo un po' di divani:

{Image via Tumblr}

{Image via Tumblr}


{Image via Tumblr}

{Image via Tumblr}


Solitamente, quando trovo una foto nel web mi piace cercare la fonte originale e segnalarla,
per correttezza verso l'autore  e anche perché chi mi legge possa avere il piacere di scoprire nuove fonti di ispirazione.
Purtroppo oggi non è stato possibile fare una ricerca approfondita, per i problemi tecnici di cui vi ho parlato nei giorni scorsi.
La prossima settimana, cuscini e poltrone, il relax continua!


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La Magia del Bianco. Lo stile Shabby chic in Italia.

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A presto!















28 settembre 2011

Ho finito la scatola per il cucito

Ciao a tutte! Amiche mie, vi ringrazio per la solidarietà che mi avete espresso nei commenti al post di ieri! Vedo che non sono la sola ad avere problemi.

Saluto tutte le amiche con affetto..

Vi voglio bene!

Una premessa: se passerà la legge “ammazza blog” dovrò “rettificare” il post di ieri, quello di oggi e forse alcuni vostri commenti :-), una specie di “abiura” di gallileiana memoria.

Non ho nemmeno capito cosa vuol dire che “le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, mi sento catapultata in pieno Medio Evo, come nei film sui viaggi nella macchina del tempo. Urge avvocato che ci spieghi cosa dobbiamo fare nell’evenienza.

Fatto sta che i problemi di connessione non sono stati risolti e nessuno mi sa spiegare perché: una delle ipotesi è che “qualcuno” nella sede operativa possa arbitrariamente disconnettere un cliente, così per puro divertimento. Io ho obiettato che forse lo fanno per farti chiamare l’assistenza che, ho scoperto solo ora, costa dai 25 agli 85 €. Intanto la connessione funziona a singhiozzo e il mio  impegno quotidiano per il blog, inevitabilmente, ne risente.

Urge avvocato anche qui!

Non è da me perdere le staffe, ma non sopporto i soprusi e le ingiustizie, e in questo periodo il mio sistema nervoso è duramente messo alla prova, tanto che non riesco più a guardare un telegiornale, soprattutto dopo cena!

Ma passiamo alle cose belle, come la creatività:

 Betty, ho fatto proprio come dici tu, ho continuato a lavorare e adesso vi mostro qualche foto: ricordate la scatola?

Ebbene, l’ho terminata!

Anni fa avevo una legatoria, e di scatole come queste ne facevo parecchie: è stato bello ritrovare i gesti che le mie mani non hanno dimenticato.

Ho previsto due piani dove sono alloggiate vaschette asportabili, con scatoline più piccole per i bottoni, i ditali e quant'altro.

All'interno del coperchio ho fissato delle tasche, una per le forbicine, una per le matite o per le matassine di mouliné , più un sostegno per il cerchietto da ricamo.

Queste tasche hanno un’anima di cartone e sono ricoperte di ovattina e tessuto.

E’ comoda e capiente, tutto è in ordine e poi è anche carina: sono soddisfatta :-)









 

Vi abbraccio!


23 settembre 2011

Shabby chic on friday: la tecnica decapé, mini tutorial


Buon venerdì!
Oggi per la rubrica shabby chic on friday  vi propongo un mini tutorial sulla tecnica decapé.
Decapé, tradotto dal francese significa  “togliere la copertura”, e nelle diverse varianti riproduce l’usura dei legni verniciati,
consentendoci di ottenere una finitura che lascia intravedere le venature del legno o il colore di una vernice sottostante.


E' il termine adeguato con il quale definire la cosiddetta "tecnica shabby".

Qui è doverosa una premessa: lo shabby chic ortodosso si basa sull'utilizzo di oggetti e mobili recuperati e non trattati.
Invece la decorazione  in stile shabby chic si basa sull’imitazione dell’invecchiamento naturale dell’oggetto, ossia della cosiddetta patina.
A questo punto apro un’altra parentesi:
il concetto di patina si riferisce, nel caso dei mobili, a tutti i processi di invecchiamento naturale subiti dalla superficie del legno o della finitura ( mutamento cromatico, abrasione delle superfici, screpolature).
Fanno parte della patina anche le deformazioni, le irregolarità e eventuali interventi successivi all’epoca di fabbricazione del mobile, ad esempio le sovrapposizioni di diverse vernici.
Non fa parte della patina invece lo sporco: una delle maggiori difficoltà nel restauro di mobili antichi è infatti rappresentata dalla rimozione dello sporco (polvere, fuliggine, grasso, macchie, cere etc.) senza intaccare la patina.
Nel nostro caso non affrontiamo il restauro, del quale si occupano i professionisti: vogliamo ottenere una patina il più possibile simile a quella naturale, su un mobile o un oggetto  vecchio che non presenta  caratteristiche estetiche apprezzabili.



Gli effetti che possiamo ottenere con questa tecnica sono diversi e si possono riassumere in quattro tipi:

►graffiature: la vernice è graffiata in alcuni punti, soprattutto negli spigoli e nelle zone di maggiore usura, lasciando intravedere il legno sottostante.

Photo by me

►screpolature o craquelé: la vernice si è staccata dal legno in alcuni punti e si presenta sollevata e/o screpolata.



►la vernice si è assottigliata e lascia intravvedere le venature del legno e i residui creano interessanti effetti decorativi.



►gli strati di vernice sono molteplici e di colori diversi, nel caso il mobile sia stato dipinto più volte nel tempo.



Naturalmente a ogni effetto corrisponde una variante della tecnica, con procedimenti e materiali leggermente diversi.
E' possibile anche combinare i diversi effetti, secondo il nostro gusto:
possiamo simulare l’usura dovuta ai graffi, lasciando affiorare parti del legno. Possiamo scegliere di sovrapporre due vernici di tonalità diverse e creare un effetto macchiato,
oppure lavorare direttamente sul legno grezzo, sovrapponendo uno strato di cera colorata che penetrerà nelle venature, mettendole in risalto.
L’intervento che vi mostro combina la sovrapposizione di vernici e l’usura da graffi. L’ho messo in pratica su un frammento di una antica boiserie trovato in un mercatino.
Si tratta di un pezzo molto interessante: presenta ai lati la scanalatura che permetteva di incastrare i vari pannelli uno nell’altro,
proprio come le odierne perline in legno. Ma ciò che più mi ha colpita è il decoro, un ovale circondato da nastri e fiori in stile rococò.



Il pezzo presentava diverse macchie e uno strato di fuliggine, probabilmente dovuto all'esposizione al fumo di un camino.
Ho deciso di sovrapporre due vernici, invertendo la classica sequenza che vuole il colore più chiaro in superficie:
 non è raro infatti trovare legni antichi dipinti ove affiora la base bianca in gesso che veniva utilizzata per rendere liscia la superficie.
Così ho lasciato il bianco nello strato inferiore e ho scelto la tinta “greige” per la parte superiore.
occorrente
carta vetrata grana media
gesso acrilico bianco
vernice acrilica satinata bianca
colori acrilici avorio, nero, terra di siena naturale in tubetto
pennelli piatti morbidi
stracci
guanti
a piacere: cera d’api incolore per mobili
procedimento
Per prima cosa, dopo aver indossato i guanti,  pulite la superficie asportando la povere (la cosa migliore è usare l’aspirapolvere!)
e il grasso (con una spugnetta imbevuta di una soluzione di acqua e ammoniaca).
Carteggiare con movimenti circolari e pressione leggera, poi togliere la polvere.
A questo punto siete pronti per dare la mano di fondo, con il gesso acrilico bianco.
Se desideraste una base colorata, è sufficiente aggiungere una punta di colore acrilico nella tinta desiderata.


Lasciate asciugare perfettamente e carteggiate leggermente.
Nel frattempo preparate il colore "greige" , una combinazione di grigio e beige, utilizzando i colori acrilici in tubetto.
Preparate i due colori separatamente:  il grigio aggiungendo una punta di nero alla vernice bianca,  il beige unendo la di terra di Siena naturale al bianco.
Poi cercate di trovare la giusta nuance mescolando i due colori, un colore che si avvicina al tortora ma un po' più grigio.
Considerate anche che il colore, asciugando, si scurisce.
Ora stendete una mano irregolare di greige su tutta la superficie.



nota: non guardate il pennello che ho usato nella foto! Nella foga di fare la foto ho preso quello sbagliato, con le setole rigide.
Il problema è che questi pennelli lasciano delle strisce e ciò non è buono...usate pennelli morbidi con tocco leggero, incrociando le pennellate.
Come avete notato non ho usato la paraffina.  Ora, voglio staccare porzioni della vernice greige e far affiorare il bianco in alcuni punti, ma anche il legno in altri.
Sta a noi decidere in quali punti e quanto togliere, in base all'effetto che si vuole ottenere.
Ho carteggiato la vernice non ancora perfettamente asciutta, provando prima in un angolo: se si stacca troppo, aspettate qualche minuto.
L'acrilico ha tempi rapidi di asciugatura e più la vernice si secca più fatica dovrete fare.
A lavoro terminato, passate un velo di cera d'api incolore per proteggere la superficie e renderla setosa.
Ecco il risultato, con il pannello finito appoggiato su una mensola, oppure pronto per altre soluzioni decorative: con targhette e chiavi per esempio.






Oggi vi ho fatto un po' lavorare e spero che qualcuno possa prendere spunto.

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La Magia del Bianco. Lo stile Shabby chic in Italia.

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A presto!










19 settembre 2011

Io ci sarò

Buon inizio settimana a tutti!
Oggi sono elettrizzata! Qualche giorno fa ho accettato di partecipare a un'evento che si terrà a Modena dal 3 all'8 dicembre e sapere che conoscerò
di persona alcune mie amiche blogger mi riempie di gioia!!
Si tratta di "curiosa" e "io creo", saloni dedicati alla creatività, agli hobbies e alle arti manuali.
Intanto vi posto le locandine e i link, andate a curiosare...magari sarà un'occasione per immergersi nella creatività e per conoscerci.
Nei prossimi giorni vi parlerò in modo più approfondito di questa iniziativa...posso solo anticiparvi che sarà molto interessante.
Vi aspetto :D
A presto!

16 settembre 2011

Shabby chic on friday: arredare con i libri

Oggi per la rubrica Shabby chic on friday  vi mostrerò alcune idee per arredare con i libri.
Se osservate le case arredate con questo stile, le librerie classiche sono molto rare.
La libreria in effetti non è un pezzo d'arredo che si può trovare nei mercatini, perché un tempo i libri erano conservati in semplici scaffali o mensole,
oppure in stanze adibite a biblioteca, dove le pareti erano arredate con mobili su misura in legno.
Nello shabby chic quindi i libri trovano posto in oggetti reinventati o in angoli inconsueti, oppure vengono utilizzati per creare decorazioni e ambientazioni d'effetto.
Una antica boiserie, una credenza reinventata, uno scaffale:
{Image via Pinterest}
{Image via Pinterest}
{Image via Pinterest}

Oppure un pallet verniciato di bianco:

Un sottotetto accoglie una biblioteca pensile:

Oppure, libri semplicemente appoggiati in vari angoli a formare decorazioni insolite:


{Image via Pinterest}



{Image via Pinterest}

Infine, se i libri sono troppo "nuovi" o la copertina non è intonata...basta ricoprirli con carta o stoffa adeguate:

credits 1.2


Auguro a tutti buon fine settimana e...ci vediamo venerdì prossimo con un'altra puntata!


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                                                                            A presto!











12 settembre 2011

Una gradita sorpresa

Care amiche, come state?
Accaldate? Questa estate che non vuole finire mi sta disorientando...mai come in questi giorni ho nostalgia della pioggia, dell'aria frizzante e delle mie sciarpe e maglioncini.
Mentre proseguo stancamente nella realizzazione della mia scatola da lavoro, una gradita sorpresa mi ha addolcito la giornata e mi
ha dato lo stimolo per continuare a creare, a immaginare e sognare.
Ringrazio Maurizio della redazione di "La mia abitazione country e country", che mi ha contattata per fare un servizio per la rubrica sul ricamo con le mie creazioni.
Le riconoscete? Chi mi segue sicuramente si!
La rivista è in edicola in questi giorni con il numero doppio di ottobre/novembre.
Non vi nascondo che la mia riservatezza è stata messa a dura prova e che parlare di me è stato difficile: sono stata in dubbio se fare o no questo post,
ma poi ho pensato che chi mi vuole bene avrebbe apprezzato.
Volevo ringraziare anche le amiche che con i loro commenti e la loro presenza mi aiutano a continuare questa avventura con entusiasmo:
♥♥♥grazie♥♥♥
E adesso qualche immagine della scatola-laboratorio in lavorazione:
non avendo una craft-room è diventata indispensabile per continuare a lavorare e mantenere una parvenza d'ordine in casa.
Quel groviglio inestricabile è l'attuale scatola dei miei nastri e passamaneria...regna la confusione più assurda.
Così ho tagliato questi cartoncini e ho avvolto tutti i nastri...
Finiranno in una scatola, dentro a un'altra scatola, con altri attrezzi del mestiere, tutti in ordine e in un unico posto.
Riuscirò ad avere la meglio sul disordine?
Ora vi lascio, torno al lavoro...
A presto!

09 settembre 2011

Shabby chic on friday: dove, come e cosa acquistare


Oggi riparte la rubrica shabby chic on friday  dopo la pausa estiva.
Pronti per una nuova stagione?
 Oggi vi parlerò degli acquisti: dove, come e cosa acquistare.
Arredare e decorare una casa in questo stile presuppone, come già accennato nelle scorse puntate, una ricerca che può durare mesi, per il semplice motivo che  i negozi che vendono mobili shabby chic sono rari e generalmente si trovano all'estero.
I vari marchi che commercializzano mobili o oggetti shabby chic  si basano sulla produzione industriale e propongono quindi mobili nuovi con una patina creata artificialmente.
Nessuno ci vieta di inserire qualche pezzo di provenienza industriale, o di patinare con le nostre mani un pezzo recente: l’importante è trovare il giusto equilibrio fra le due tipologie, quella del “mobile in stile” e quella del pezzo autentico e unico.
Per gli acquisti di vecchi mobili ed oggetti possiamo recarci ai mercatini dell’antiquariato o dell'usato, se non abbiamo la fortuna di averne ereditati.
Qui sorgono già alcuni quesiti: molto spesso, soprattutto nei mercatini, si trovano oggetti di tipologia diversa mischiati tra loro, dal pezzo di antiquariato pregiato fino alla patacca.
Va quindi fatta una distinzione.
L’antiquario vende mobili, libri, stampe, complementi di arredo e opere d’arte che devono rispondere a determinati requisiti: il periodo di produzione non deve essere inferiore ai cent’anni (fanno eccezione alcuni pezzi importanti, unici e rari, di stili più “recenti”, come ad esempio l’art déco) e i materiali e le rifiniture devono essere di pregio.  Gli oggetti di antiquariato si collocano in una fascia di prezzo piuttosto alta e in genere hanno una quotazione ufficiale.
Il rigattiere invece vende principalmente mobili vecchi, i cosiddetti “mobili della nonna” che, anche se risalenti alla seconda metà dell’Ottocento, sono fatti con legni non pregiati e presentano rifiniture semplici, adatte ad ambienti modesti. Non esiste una quotazione ufficiale: il prezzo dipende dallo stato di conservazione e dalla richiesta di mercato.
Bisogna dunque fare attenzione, quando si acquista un mobile vecchio: controllare che sia sano, ovvero che il legno non sia marcio o intaccato pesantemente dai tarli, e  trattare sul prezzo, magari ritornando più volte dal venditore, anche se si rischia di farci “soffiare” il pezzo da qualcun altro.
Capita spesso infatti che se un pezzo è molto richiesto, i venditori alzino il prezzo, per tornare ad abbassarlo in seguito: a volte questa modalità di compravendita può essere divertente e, se si è fortunati, si può instaurare con il venditore un rapporto di fiducia, importante se siamo alla ricerca di qualche oggetto particolare.
E' un modo diverso di fare acquisti, più consapevole e coinvolgente, e a volte può regalare grandi soddisfazioni.


Infine, dove acquistare?
Esistono negozi specializzati che propongono oggetti autentici in stile shabby chic, ovvero oggetti vecchi o di antiquariato che posseggono già una patina tipicamente shabby chic.
Il più famoso è naturalmente il negozio "shabby chic" di Rachel Ashwell, di cui vi ho parlato nella prima puntata.
In alternativa, scartando l'antiquariato vero e proprio, ci si può recare nei mercatini dell'usato: anche qui occorre fare qualche distinzione.
In Francia si utilizzano diversi termini per designare questo tipo di mercati:
"brocante" si riferisce a negozi o a mercati dove vengono venduti oggetti usati, anche recenti o di scarso valore, e si distingue dal "vide grenier", molto popolare in Francia, per il fatto che
il brocanteur è un professionista, mentre al vide grenier partecipano i privati. Una ulteriore distinzione va fatta sui "marché aux puces",  mercati all'aperto permanenti, che riuniscono in un unico luogo antiquari e brocanteurs:
il più famoso è quello di Saint-Ouen a Parigi, forse il più grande del mondo.



In questi mercatini è facile trovare oggetti e mobili, anche di scarso valore, che poi potremo valorizzare e personalizzare in stile shabby chic.



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A presto!






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