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Tintura naturale della stoffa: all'Hub si può

31.5.11


Oggi volevo condividere con voi un'esperienza che mi è piaciuta tantissimo: la tintura naturale del tessuto. Avevo già provato in passato a tingere a casa con colori chimici, ma quando ho scoperto l'HUB,  luogo meraviglioso sul naviglio milanese, mi sono installata, ho assediato la dolcissima e bravissima Chiara con le mie domande, ho frugato ogni angolo e scattato fotografie: in poche parole ho perso la testa!
Guardate il loro sito e poi...mi darete ragione! Tessuti vintage, vestiti fatti con strofinacci in lino degli anni '60, blocchi in legno originali della Zucchi per stampare il tessuto...
Lo spazio è grande e luminoso: nel primo vano, su strada, c'è il locale dedicato al cucito. Si può portare la propria stoffa e cucire, oppure frequentare uno dei tanti corsi di cucito di diversi livelli.
Lo spazio sul retro è riservato alla stampa e pittura su tessuto e alla tintura naturale.



Io volevo riprodurre un rosa antico e polveroso visto su uno dei libri di Rachel Ashwell (perdonatemi la fissazione :-D) perché in commercio non ho trovato nulla che mi soddisfacesse.
Cos'ho comprato il tessuto di cotone indiano da un importatore conosciuto ai tempi dell'Accademia e sono andata all'HUB.



Il tessuto era bianco, ma dopo la preparazione (mordenzatura) è diventato un po' giallino. Poi ho scelto il colore, e dopo un paio d'ore di lavoro assieme a Chiara ho portato a casa il mio tessuto nella sua nuova veste:



Ecco le varie fasi della lavorazione:



E' stato un lavoro alchemico e un po' stregonesco...il calderone che bolliva, l'attesa della magia finale, la trasformazione della materia...
Ho anche avuto la fortuna di assistere alla tintura con l'indaco, un procedimento antichissimo e misterioso, un miracolo della chimica!
Per dare un tocco ancora più intrigante al momento, il cielo si è rabbuiato ed è scoppiato un temporale coi fiocchi...per tornare a casa ho cavalcato una scopa di saggina!!
Mi sono divertita e ho la mia stoffa rosa-antico-polverosa.
Un bacio dalla gatta un po' streghetta :-)
Cinzia

Compleanno felino

28.5.11


Oggi è il sesto compleanno dei miei "pelosi" e volevo festeggialo con un post dedicato a loro. Sono arrivati pochi giorni dopo la scomparsa prematura e improvvisa della nostra gatta nera Sissi, dovuta ad una malattia che non lascia scampo...
Io non volevo, stavo troppo male e non ero pronta per accogliere altri gatti: volevo solo riavere la mia gattina.
Mio marito invece ha insistito, così l'ho seguito di malavoglia al gattile. C'erano decine di gatti, quale scegliere?
Un gatto non si sceglie...è lui che sceglie te. Era successo già con Sissi e infatti...Un tigrato si è accoccolato sul mio cappotto e non voleva più spostarsi.
La titolare del gattile ci disse  che non lo avrebbe mai dato in adozione senza il fratello, erano nati lì e erano inseparabili.
Silver e Charlie.
Per mio marito non c'erano problemi, mentre io opponevo resistenza...addirittura due, tigrati e maschi!
Il giorno dopo siamo tornati e li abbiamo portati a casa: sono rimasti due giorni sotto il letto, e Charlie non si è lasciato coccolare per mesi.
Ora fanno parte della famiglia e sono la nostra ombra: coccolosi, divertenti nelle loro baruffe, rompiscatole quanto basta e bellissimi...
Silver è il più aristocratico, posato ed elegante. Charlie è soprannominato "lo scugnizzo" e ha ancora atteggiamenti da gattino piccolo.




Due parole su blogger: io non sono su quella piattaforma ma il gadget dei lettori fissi è legato al mio account google, e da ieri è scomparso.
Ho notato che non è un problema solo mio e che la mascherina del mio profilo è cambiata. Non capisco cosa sta succedendo ma spero di riavere presto il box con i vostri avatar,
mi facevano compagnia...trovo tutto ciò molto seccante, anche perché ho scritto all'assistenza e non ho avuto risposta.
Un bacio e a presto!
Cinzia

Shabby chic on friday: la carta da parati

27.5.11



Eccoci al consueto appuntamento del venerdì dedicato allo stile shabby chic: {shabby chic on friday}
Oggi vi parlerò della carta da parati: avevo tutt'altra intenzione ma gli imprevisti tecnici si sono accavallati per tutta la settimana, rendendo impossibile qualsiasi programmazione.






Ho già parlato delle finiture delle pareti, con un accenno alla carta da parati. Oggi volevo approfondire l'argomento e mostrarvi qualche immagine.
Le migliori sono rimaste nei libri e nelle riviste...ringraziamo lo scanner in sciopero :-(
Nella casa shabby chic  le pareti sono tipicamente tinteggiate in bianco o in colori pastello e hanno una importanza relativa, fungendo da semplice quinta per i mobili, gli oggetti e le stoffe, veri protagonisti dell'arredamento.
Tuttavia la stessa Rachel Ashwell ama collezionare vecchi rotoli di carta da parati e non disdegna di utilizzarli per rivestire le pareti di alcune stanze.
I collezionisti di carte da parati vintage abbondano soprattutto nei paesi anglosassoni: questa foto ritrae lo studio di Marilyn Krehbiel, che colleziona carte prodotte a partire dagli anni Venti.



Naturalmente non è tassativo tappezzare le pareti con rotoli rigorosamente vintage, anche perché molte case produttrici hanno linee  che si rifanno ai vecchi disegni, dalla classica Toile de Jouy, che risale al 1760 circa, fino alle roselline vittoriane o alle fronde con uccellini disegnati da  William Morris nell'Ottocento.



Con la tappezzeria occorre conoscere in anticipo quali mobili e stoffe entreranno in gioco nell'arredamento delle stanze, per far sì che il tutto risulti armonico e omogeneo: lo shabby chic non ama le mescolanze  di colori, che devono essere tenui e rispettare la palette di base.
Molto interessanti sono anche le soluzioni che contemplano un collage fatto con diversi pezzi di carte da parati, magari recuperate da campionari. Un'idea sicuramente unica ed originale è quella di incollare alla parete vecchi spartiti, pagine di libri, schizzi e disegni: non dovete necessariamente ricoprire tutte le pareti della stanza, a volte è sufficiente solo una piccola porzione per creare un effetto veramente chic e sorprendente.
Ecco qualche immagine per ispirarvi:


PINTEREST INSPIRATION: per altre idee c'è la mia bacheca su pinterest (clic)

Se volete saperne di più, acquistate il libro La Magia del Bianco. Lo stile Shabby chic in Italia.

A presto!











Shabby chic on friday: porte e finestre

20.5.11



Eccoci al consueto appuntamento con la rubrica {shabby chic on fridayVenerdì scorso tutti i blog sulla piattaforma blogger erano off line, così mi sono ritrovata sola soletta a parlare di shabby chic!
Prima di continuare voglio ringraziare Barbara per avere ideato questa iniziativa che mi "costringe" a parlare di questo stile con regolarità: una persona dispersiva come me non può che esserne felice!
Ho tentato di tenere rubriche settimanali di mia iniziativa ma...sorvoliamo!
Non sapevo che taglio dare a questa rubrica e alla fine mi sono accorta che stavo facendo inconsciamente l'architetto: non ho cominciato dalle fondamenta perché non sono molto shabby chic, ma poco ci mancava!
Ho deciso che farò comunque l'architetto...proporrò soluzioni per una casa ideale che ognuno potrà divertirsi a ristrutturare, seguendo una scaletta classica: prima le finiture, poi i mobili e infine la decorazione.
Venerdì scorso vi avevo parlato delle finiture delle pareti: a questo punto dobbiamo scegliere i serramenti. Come scegliere porte e finestre?


I serramenti sono molto importanti per ottenere un effetto armonioso nella nostra casa e devono adeguarsi allo stile generale: nel nostro caso devono essere rigorosamente di legno.
La scelta di colore e finitura si deve accordare con le pareti: se sono bianche si può scegliere qualsiasi variante, dal bianco stesso ai colori della palette shabby chic (vedi qui), mentre se sono colorate è meglio optare per una tinta neutra, onde evitare "l'effetto Arlecchino".
Per soluzioni più "vissute" l'ideale è il legno naturale oppure  verniciato ma un po' scrostato.
Una delle caratteristiche di questo stile è la reinterpretazione degli oggetti (vedi qui) e un aspetto interessante che riguarda porte, finestre e imposte, è il loro utilizzo in veste decorativa: semplicemente appoggiate alle pareti, usate come testata del letto o come piano di un tavolo, trasformate in specchi e cornici. Non c'è limite alla fantasia e alla creatività: ogni casa arredata in questo stile è unica e rispecchia fedelmente la personalità di chi la abita.
Anche le maniglie devono essere scelte in base allo stile  e possono fornire ulteriori spunti decorativi:
Ecco alcune immagini che potrebbero ispirarvi:




 Vi saluto e vi auguro buon viaggio nel mondo shabby chic!

Se volete saperne di più, acquistate il libro La Magia del Bianco. Lo stile Shabby chic in Italia.

A presto!











Shabby chic on friday: le pareti

13.5.11



Eccoci al consueto appuntamento con la rubrica {shabby chic on friday} La settimana scorsa vi avevo parlato dello stile in generale, elencando le tre regole base.
Oggi mi soffermerò sulle finiture delle pareti: in genere quando si parla di Shabby chic ci si riferisce principalmente ai mobili e agli oggetti, ma un ambiente è autenticamente shabby chic solo se anche il contenitore degli arredi rispetta determinate regole.
Per quanto riguarda le tinte delle pareti, il bianco totale, abbagliante e luminoso, è il colore più utilizzato. L'ambiente risulta etereo e ovattato, e le note di colore, nei toni pastello, sono date dagli oggetti e dalle stoffe.


Se si opta per  le pareti colorate, allora si sceglie la tinta preferita, a patto che sia nei toni pastello.
Rosa per uno stile romantico:


Grigio per un ambiente sobrio ed elegante:


Crema per uno stile classico:




Azzurro per uno stile fresco:



Turchese e lilla per uno stile originale:





Se invece abbiamo un debole per la carta da parati, la scelta più in linea con lo stile dovrebbe ricadere su vecchi rotoli di carta ormai fuori stock, ma trovarli è un'impresa: l'importante è che il pattern sia floreale o comunque un po' vecchio stile.
Sulla carta da parati ci vorrebbe un post intero, per ora vi mostro un esempio:



Infine, per le più fedeli allo stile "rovinato chic", si può dare un aspetto vissuto anche alle pareti: muri grezzi, avanzi di tappezzeria, scrostature...

Photo by me


Per oggi è tutto, spero che questo viaggio nei colori shabby chic vi sia piaciuto!

PINTEREST INSPIRATION: per altre idee c'è la mia bacheca su pinterest (clic)


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A presto!












Una Tilda a Versailles

11.5.11



Ciao a tutte, finalmente riesco a scrivere un post! Sono giorni un po' frenetici, sapete quando tutto si accumula nelle stesse 48 ore e ci si sente come barchette in mezzo al mar?
Bene, così stanno le cose, ma mi sono imposta di finire una volta per tutte la mia prima (e spero non l'ultima) bambola Tilda: la poveretta aspettava che le attaccassi i capelli da...indovinate? Novembre 2010!!
Adoro l'epoca dei grandi abiti di corte, il rococò, lo stile Versailles e Maria Antonietta, quindi ho deciso di divertirmi a vestire da gran dama la Tilduccia. Vi prego siate clementi, è la prima bambola che faccio in vita mia, e da queste parti ci sono blogghine che fanno bambole perfette che solo a guardarle ti viene un tuffo al cuore!
I pomelli sono troppo marcati, il vestito deve essere più largo, insomma, devo perfezionarla.
Ecco la mia Duchessa 





Buona serata!
Cinzia
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