Viaggio in Norvegia

Oggi vi mostro un altro album, ormai vecchio di cinque anni: il viaggio in Scandinavia. Fin da piccola sognavo di visitare le magiche terre del grande Nord: ho dovuto aspettare un bel po’ di anni, e ne è valsa la pena, visto che è stato il più bel viaggio della mia vita.

Con gli amici lo avevamo pianificato tutto nei dettagli: avevamo deciso di andare in macchina…un viaggio da spiriti liberi e un po’ folle, considerato che nessuno aveva più vent’anni!

Tuttavia per alcuni spostamenti era necessaria la prenotazione: il treno speciale che trasporta anche le macchine dei passeggeri, con cuccette, per attraversare la Germania di notte e guadagnare giorni preziosi. E poi il traghetto da Copenhagen a Oslo…e infine l’aereo, ma per andare dove?

Volevamo fare davvero la scoperta del grande Nord? Allora perché non andare fino al Polo?

Ebbene si! Non ci siamo fatti mancare nulla, neppure il ritorno attraverso la Svezia con tappa a Stoccolma. Oggi vi mostro la Norvegia, con foto della mia “vecchia” compattina.

E’ una terra quasi totalmente compenetrata dal mare, che in alcuni punti si spinge talmente all’interno da sembrare un lago. Più si sale verso nord più la strada è interrotta da tratti da fare in traghetto: per i norvegesi è normale amministrazione, è come prendere il tram! Un giorno abbiamo contato cinque traghettamenti, ma per fortuna i passeggeri sono pochi e le operazioni di imbarco e sbarco sono rapidissime.

Può capitare di percorrere centinaia di chilometri senza incontrare anima viva, solo la bellezza struggente del paesaggio.

Cominciamo dalla parte meridionale, una zona montagnosa dove si trovano le stupende chiese in legno, alcune risalenti al medioevo:


Trondhaim è una cittadina molto graziosa, con le casette in legno, coloratissime,  su palafitte lungo il fiume.

Notate il cielo sgombro da nubi:  fu un anno eccezionale per quei paesi dal punto di vista meteorologico, e poiché dormivamo nei bungalow di legno dei campeggi e mangiavamo sempre al sacco, siamo stai fortunati.

Superato il circolo polare artico le notti diventano sempre più brevi…

Prima di giungere a Tromso, dove ci aspettava l’aereo per le isole Svalbard, abbiamo fatto un giro delle isole Lofoten, la patria dello stoccafisso.

Qui giunsero i veneziani nel XVI secolo e scoprirono questa prelibatezza. Da allora il merluzzo, essiccato o salato, si diffuse nelle cucine italiane, creando un legame tra i due paesi: non è raro trovare, in questo angolo fuori dal mondo, qualcuno che parla la nostra lingua.

Paesaggi incantati:

Avete visto le deliziose casette dei pescatori? Ebbene sì, abbiamo pernottato in una di queste meraviglie… Infine qualche foto dell’avventura alle isole Svalbard, le terre abitate più a nord del pianeta.

In inverno le isole sono strette nella banchisa artica e un’unica distesa di ghiaccio le collega con il polo nord, distante solo mille chilometri.

In estate il sole non tramonta mai e la temperatura non sale oltre i 6-10 gradi.

Oltre a renne, foche e numerosissime specie di uccelli, la fauna locale annovera l’orso bianco, che non abbiamo mai incontrato: qui gli abitanti girano armati di fucile, non si sa mai!

Si poteva fare una crociera di sei giorni per vedere questi incredibili animali, che in estate si ritirano nelle zone più lontane, e per visitare il luogo da dove partirono le spedizioni al polo di Amundsen e del nostro compatriota  Nobile.

Cominciamo coon il sole di mezzanotte che illumina il “villaggio dei minatori” del capoluogo Longyearbyen:

Qualche abitante selvatico: una renna appollaiata tra i licheni, una foca in posa su una lastra di ghiaccio e una montagna dallo strano colore verde, dovuto al terreno reso fertilissimo dalle deiezioni di migliaia di uccelli marini:


Crociera ai piedi del ghiacciaio: la parte verde chiara segnala che si è staccato un blocco di ghiaccio.

La foto non rende l’idea delle mastodontiche dimensioni di questo muro di ghiaccio, e neppure può trasmettere il fragore dei blocchi che si staccano, precipitando nel mare.


Infine due foto curiose: sulle isole esiste un avamposto Russo, Barentsburg, dove ancora sono in funzione le miniere di carbone. Tutto è rimasto uguale nel tempo, e sembra di essere catapultati in Unione Sovietica:

Spero che questo lungo reportage vi sia piaciuto! Di sicuro è stato rinfrescante.

E’ un viaggio che ripeterei senza indugio, magari in inverno, con i paesaggi innevati e le casette illuminate dalle candele…

un bacio!

Cinzia

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