SLIDER

Napoli e Pompei

20.2.17

Buondì cari amici! Oggi vi racconto del nostro viaggio a Napoli lo scorso settembre. Per me era la prima volta nella città partenopea, quindi prima della partenza ho preparato una lista lunghissima di cose da vedere. Il centro storico di Napoli è di dimensioni notevoli ed è ricco di monumenti e musei, ma offre anche scorci incantevoli e i vicoli brulicanti di vita sono irresistibili. Obiettivamente non era possibile vedere tutto in soli 4 giorni! Alla fine abbiamo deciso di lasciarci guidare dalle nostre sensazioni, vagando senza una meta precisa, o quasi: i nostri amici napoletani, Ilaria e Gennaro, che hanno aperto una vera pizzeria napoletana a Nizza, ci avevano dato alcune indicazioni, che abbiamo cercato di seguire...Ma alla fine Napoli ci ha costretti a dimenticare i programmi e a seguire l'onda! Un'onda fatta di persone indaffarate, di motorini e veicoli vari che ingombrano le vie muovendosi in un apparente disordine, brulicante di rumori e di voci, intrisa dei profumi invitanti di cibo che ti tormentano fino a quando non cedi al cuppetiello (il cartoccio di pesce fritto) o alla sfogliatella, da gustare camminando.

Piazza del Plebiscito
fontana del gigante
vista del Vesuvio da Castel dell'Ovo

la galleria Umberto I - l'elegante e animata via Chiaia
Il nostro b&b si trovava nell'elegante e animata via Chiaia, alle spalle di Piazza del Plebiscito. Appena arrivati abbiamo posato i bagagli e siamo partiti: prima meta Castel dell'Ovo e il lungomare adiacente, con vista superba sul Golfo e sul Vesuvio. E poi via verso il centro antico: da via Toledo, elegantissima via dello shopping, passando per la galleria Umberto I, fino ad arrivare alla mitica Spaccanapoli, una via lunga circa un chilometro che divide in due il centro storico. Non si può dire di aver visitato Napoli senza aver percorso questa via in lungo e in largo diverse volte: un'immersione nella folla, nel folklore locale e nelle tentazioni gastronomiche, tra palazzi antichi e monumenti grandiosi. Mi sono divertita tanto da non sentire la stanchezza e l'ubriacatura dovuta alla confusione: i presepi di via San Gregorio Armeno, dove ho comprato un bellissimo angelo, la visita alla Napoli Sotterrata sotto la chiesa di San Lorenzo, il monastero di Santa Chiara con i suoi chiostri. 


il chiostro maiolicato del monastero di Santa Chiara
i chiostri di Santa Chiara
A ogni incontro la lista di cose da vedere si arricchiva di qualche chicca: i napoletani sono tutti guide turistiche, conoscono perfettamente ogni angolo della loro città e hanno un entusiasmo coinvolgente. Ecco perché non vale la pena fare programmi: è molto più divertente lasciarsi guidare da chi la città la conosce e la vive. Per esempio, ci è stata indicata la stazione della metropolitana Toledo, considerata come una delle più belle d'Europa, che non faceva parte della mia lista. Abbiamo scoperto un'opera notevole, con quella scala mobile racchiusa in un guscio rivestito di mosaici azzurri, che sembra di scendere negli abissi marini. Potrei continuare all'infinito, ma lo spazio di un post non può contenere tutte le sensazioni e le esperienze vissute in questo viaggio.

la stazione della metropolitana Toledo
vista dal Vomero
discesa dal Vomero

installazione artistica nella stazione Centrale

Vi lascio con un cenno alla visita di Pompei. Devo confessare che ero partita prevenuta, visto che le notizie che filtrano dal sito archeologico sono sempre negative e catastrofiche. La mia esperienza è stata positiva, sia per i servizi che per il sito in generale. Ho passato più di 4 ore sotto il sole cocente, con al collo una macchina fotografica che pesa quasi un chilo, senza sentire la stanchezza, la fame o la sete: come una bambina nella casa dei balocchi, uscivo ed entravo dalle stanze, nei giardini, nelle botteghe, curiosando in ogni angolo, bevendo con gli occhi i dipinti e i mosaici. Un'esperienza mistica che non dimenticherò facilmente. Arrivederci Napoli!

Riscaldamento: le regole d’oro per risparmiare

17.2.17

Per la rubrica Smart Home, oggi concludo l’argomento dedicato al riscaldamento domestico con alcune regole d’oro che possono aiutarvi a risparmiare anche fino al 50% sulle spese annue. Per ottenere un buon abbattimento dei costi occorre da un lato limitare gli sprechi e dall’altro, mantenere sempre alta l’efficienza dell’impianto di riscaldamento: vediamo alcuni accorgimenti.

Ambiente domestico

Per ridurre gli sprechi è fondamentale intervenire sulle eventuali dispersioni di calore che possono verificarsi nell’ambiente domestico, a partire da piccoli stratagemmi, fino ad interventi di coibentazione più o meno consistenti. Far proprie alcune piccole abitudini è il primo passo da fare: chiudere persiane e avvolgibili appena fa buio, tenere chiuse le porte dei locali non riscaldati, lasciare libera l’area attorno e di fronte ai radiatori, non aprire le finestre per lunghi periodi quando l’impianto è in funzione.


È altrettanto importante provvedere a migliorare l’isolamento verso l’esterno: l’installazione di serramenti termoisolanti è ormai una prassi, mentre la coibentazione delle pareti tramite cappotto termico esterno o pannelli isolanti interni è raccomandabile, senza trascurare locali ad alta dispersione termica come seminterrati e soffitte. Se prevedete un intervento di ristrutturazione importante, valutate la possibilità di passare dal riscaldamento tradizionale a quello a pavimento: oltre al maggiore benessere dovuto ad una più equilibrata distribuzione del calore, i pannelli utilizzano l’acqua calda prossima ai 35°C, contro i 70°C dei radiatori, consentendo quindi un notevole risparmio.

Impianto di riscaldamento

Contemporaneamente agli interventi nell’ambiente domestico, è necessario gestire l’impianto di riscaldamento in modo da aumentarne l’efficienza. Per prima cosa bisogna effettuare una regolare manutenzione della caldaia, come vi ho già spiegato in questo articolo. Mantenete i termosifoni liberi da eventuali bolle d’aria, aprendo ti tanto in tanto le valvole di sfiato apposite.


Bisogna poi intervenire sulla regolazione automatica del calore, attraverso le valvole termostatiche e/o il termostato: impostando valori diversi a seconda dell’uso dei vari ambienti e una temperatura costante non superiore ai 19-20°C, anche di notte e quando si è fuori casa, si evitano continue accensioni e spegnimenti della caldaia che, funzionando sempre a “minimo regime”, aumenta il suo rendimento.
La soluzione ideale, per una termoregolazione efficiente e “senza pensieri”, sarebbe quella di installare un cronotermostato o, se la caldaia è un modello di ultima generazione, un sistema di controllo “smart”, regolabile anche a distanza, come per esempio il Kit Ariston NET.

ariston riscaldamento

Infine, in alcuni casi conviene sostituire la caldaia tradizionale con una caldaia a condensazione,  sfruttandone le capacità di lavorare a basse temperature e bassa potenza. 
In definitiva, utilizzando qualche stratagemma per limitare la dispersione del calore dall’ambiente domestico, prestando attenzione al corretto funzionamento dell’impianto e alla termoregolazione, si possono abbattere i costi partendo da una base del 10-15% fino al 50% e oltre nel caso di interventi consistenti, come la costruzione di un cappotto isolante dell’edificio, l’installazione di pannelli radianti a pavimento e della caldaia a condensazione.

Best of Design: la sedia Serie 7 model 3107 di Arne Jacobsen

15.2.17

Ha 62 anni ma non li dimostra, anzi, è in perfetta forma a giudicare dalla sua presenza tra i “must have” di quest’anno: è la sedia Serie 7 model 3107 di Arne Jacobsen, un’icona del design che Fritz Hansen, lo storico marchio danese, ha scelto come pezzo di punta della nuova collezione 2017.

sedia serie 7 arno jacobsen
source Fritz Hansen
La riedizione della Serie 7 punta su due nuovi colori ispirati alla primavera giapponese e ai mitici ciliegi che colorano il paesaggio con il bianco dei fiori fino al rosso scuro dei frutti, passando attraverso tutte le sfumature del rosa pallido: da queste suggestioni nascono il “rosso scuro merlot” e il “pastel nude”, che si accordano perfettamente con la nuova cromatura in oro rosato delle gambe. Indubbiamente un’edizione molto raffinata, che non toglie nulla alla funzionalità e semplicità estrema dell’idea iniziale: una sedia impilabile, leggera e dalle dimensioni minime per arredare anche piccoli spazi e uffici.

fitz hansen
source Fritz Hansen
Una delle ragioni del grande successo di questa sedia è sicuramente, oltre alla bellezza estetica, la sua versatilità: costituita da una scocca formata in unico pezzo in compensato curvato e poggiata su 4 gambe in metallo cromato, con la sua forma armoniosa senza spigoli è un invito ad accomodarsi. Disponibile nella versione naturale in 9 specie legnose, in pelle e in moltissime varianti di colore, è perfetta in qualsiasi ambiente e si adatta a tutti gli stili di arredo:






56° Salone Internazionale del Mobile di Milano: le anticipazioni

13.2.17


“Il design è uno stato a sé. E Milano è la sua capitale”: ecco il pay off della 56° edizione del Salone Internazionale del Mobile di Milano, presentato lo scorso 8 febbraio nel corso di una conferenza stampa, alla quale ho partecipato in qualità di design blogger. 


Appena arrivata nella sede di Dolce&Gabbana nel cinema Metropol, in cui erano riuniti i giornalisti e i blogger accreditati, ho ricevuto una stilosissima chiavetta usb con il logo del Salone e mi sono deliziata con caffè e dolcetti: non male come inizio!


Dopo mezz’ora di attesa, il comico Enrico Bertolino, in veste di moderatore, ha dato il via alla presentazione, intervistando per primi il presidente del Salone Roberto Snaidero e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Ecco in breve le anticipazioni su ciò che vedremo durante la Milan Design Week dal 4 al 9 aprile:



Padiglioni Fiera Milano Rho 

Salone Internazionale del Mobile ripartito nelle tre tipologie stilistiche Classico, Design e xLux (settore dedicato al lusso)  con 2.000 espositori su un’area espositiva di circa 200.000 m2

Salone Internazionale del Complemento d’Arredo: per gli appassionati di decorazione, per gli amanti dei tessuti e dell'oggettistica per la casa: 200 espositori su 10.000 metri2

Le biennali Euroluce e Workplace3.0: tecnologia LED, home automation, ecosostenibilità e risparmio energetico sono le parole d’ordine per Euroluce, mentre Workplace3.0 esplora i nuovi spazi per l’ufficio del futuro, incentrati sul coworking e sul benessere.
All’interno dei padiglioni di Workplace3.0  verrà realizzata la rassegna-evento “A Joyful Sense at Work”, curata dall’architetto Cristiana Cutrona, sul tema dell’evoluzione dell’ambiente ufficio del futuro, attraverso quattro installazioni progettate da altrettanti studi di architettura: Studio O+A di Primo Orpilla e Verda Alexander (Stati Uniti), Ahmadi Studio di Arash Ahmadi (Iran), UNStudio di Ben van Berkel e di SCAPE di Jeff Povlo (Olanda) e Studio 5+1AA di Alfonso Femia e Gianluca Peluffo (Italia).

DeLightFuL, che sta per Design, Light, Future, Living, è il titolo del cortometraggio girato dal regista Matteo Garrone, che verrà presentato al Salone.
Scene di vita quotidiana in una atmosfera da sogno, per raccontare un'immaginaria vita nel futuro: un’abitazione senza pareti esterne che si fonde con il bosco circostante, e in cui i mobili, come apparizioni surreali, sembrano essere parte integrante della natura.

Delightful-©ph-Yoshie-Nishikawa

Salone Satellite: grande enfasi sul 20° anniversario del salone dedicato ai nuovi talenti del design, creato e curato da Marva Griffin. In 20 anni sono passati dal Salone Satellite ben 10.000 designer under 35 e 270 scuole di design internazionali.




Milano città

Fuorisalone: anche se il Salone che si svolge a Rho è l’epicentro della Milan Design Week, tutta la città, dal centro alle periferie, si anima di eventi legati al design: vi parlerò del Fuorisalone in un’altra occasione, per ora mi limito a segnalarvi gli eventi direttamente legati al Salone ufficiale. 
La mostra “SaloneSatellite. 20 anni di nuova creatività”, a cura di Beppe Finessi presso la Fabbrica del Vapore, che raccoglie il meglio dei prodotti presentati in fiera come prototipi e poi entrati in produzione,  e "Space & Interiors" al The Mall Porta Nuova (Brera Design District), evento dedicato ai rivestimenti.



In definitiva, il menù è abbondante e dimostra la grande vitalità del settore del design e dell’arredamento: una buona performance del Made in Italy, soprattutto per quanto riguarda l’export, in continua crescita.
E il Salone del Mobile di Milano è davvero internazionale: aperto verso i giovani talenti provenienti da tutto il mondo, come dimostra il Salone Satellite, attira migliaia di visitatori e buyers e in contemporanea si presenta nei mercati esteri in cui esistono nuove potenzialità, come dimostrano i due eventi “Saloni Worlwide Moscow” e “Salone del Mobile.Milano Shanghai”.
A questo proposito, il 2 marzo verrà organizzato il Design Day: una giornata in cui in più di 90 ambasciate e consolati del nostro Paese in altrettanti stati, verranno presentate le eccellenze dell’arredo made in Italy.  

Sito ufficiale: www.salonemilano.it

I canali social ufficiali del Salone:
Facebook: https://www.facebook.com/salonedelmobileofficial/ 
Twitter: @iSaloniOfficial
Instagram: @iSaloniOfficial

L’hashtag ufficiale del Salone è #SalonedelMobile
Gli hashtag dei suoi principali eventi sono #Euroluce #Workplace3_0 e #SaloneSatellite.


Arredare piccoli spazi: 35 mq con vista a Parigi

10.2.17

Oggi vi faccio visitare un altro appartamento ubicato in un sottotetto a Parigi, un piccolo gioiello di soli 35 mq che gode di una vista magnifica sul Sacré-Coeur. Lo spazio princiapale è costituito dal living con cucina a vista: illuminato da due finestre posto sotto lo spiovente del tetto, è arredato con pochi mobili scelti, tutti di design scandinavo, dal tavolo Tulip di Arno Jacobsen alle sedie di Eames.
Una scelta di stile che punta sulla leggerezza, fondamentale in spazi così ristretti. Anche la scelta di accostare diversi colori per mobili e complementi contribuisce a rendere lo spazio più aereo: il bellissimo armadio costruito su misura per seguire l'inclinazione del tetto in un bel verde salvia, le ante della cucina color carta da zucchero, la testata del letto in blu, i cuscini gialli e rosa e il divano grigio. La piccola camera da letto è separata dal soggiorno solo da un breve corridoio, anch'esso illuminato da una finestra, così dare maggior profondità all'ambiente. Un 35 mq con vista da sogno!





Credits//Humbert & Poyet Architecture//Photos Stephen ZHUYAR
© La gatta sul tetto • Theme by Maira G.